Le due aziende leader firmano un memorandum per collaborare su iniziative finalizzate alla transizione energetica e individuare soluzioni decarbonizzati. Alla partnership di lungo corso tra le due si aggiungono studi sulla riduzione delle emissioni del settore marittimo

Eni e Fincantieri si alleano sul fronte della rivoluzione verde. I due giganti italiani hanno rinnovato ancora una volta la loro partnership strategica di lungo corso, firmando un memorandum of understanding “per promuovere iniziative finalizzate alla transizione energetica” attraverso soluzioni integrate in progetti decarbonizzanti in ambito dell’energia, dei trasporti e dell’economia circolare.

Si tratta di un’ulteriore rinnovo ed estensione degli accordi che le due realtà stipulano dal 2017 nel campo della ricerca e dello sviluppo di soluzioni innovative. Stavolta l’intesa verte sulle sinergie che il gigante energetico e quello marittimo intendono sviluppare per ridurre l’impatto ambientale del trasporto marittimo, la produzione di energia rinnovabile e la circolarità dell’economia.

Oggi il trasporto via mare è considerato un settore hard to abate, ossia difficile da decarbonizzare. A livello globale l’industria emette quasi 950 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, circa 2,5% delle emissioni climalteranti. Si tratta dunque di un settore in cui le sfide sono tanto complesse quanto urgenti, che rientra a pieno titolo nelle grandi sfide da affrontare per la transizione verde.

L’idea alla base è unire le forze di compagnie leader nei rispettivi settori per la messa a terra dei progetti di decarbonizzazione, iniziando dal livello nazionale  per poi esportare le soluzioni. “La transizione energetica è prima di tutto una transizione tecnologica”, ha dichiarato l’ad di Eni Claudio Descalzi, “e solo le compagnie che avranno una forte capacità industriale e innovativa, nonché la volontà di unire forze e competenze, potranno guidarla”.

D’accordo anche Giuseppe Bono, numero uno di Fincantieri, che ha rimarcato la determinazione con cui il sistema-Paese si sta muovendo sul percorso di transizione. Il ceo ha aggiunto che il nuovo accordo tra le due aziende copre “alcuni comparti nazionali altamente strategici, il cui sviluppo avrà un peso determinante nella nuova economia circolare che andrà definendosi nei prossimi anni”.

Finora la collaborazione tra Eni e Fincantieri ha prodotto diversi risultati, tra cui lo sviluppo di piattaforme galleggianti per la produzione energetica offshore, con approccio modulare e reversibile, combinando i rispettivi brevetti. Le due aziende collaborano anche sul fronte della conversione di rifiuti in energia, sulla produzione e sul trasporto di vettori energetici (gas naturale, metanolo, idrogeno) e applicazioni di celle a combustibile.

In contemporanea le due realtà mandano avanti altre iniziative nel segno della transizione energetica. Martedì Eni ha annunciato l’inaugurazione di un nuovo parco fotovoltaico da 87,5 MWh ad Athies-Samoussy, nella Francia settentrionale, attraverso la controllata Dhamma Energy. E di recente l’azienda del Cane a sei zampe ha stretto una partnership con l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena) per accelerare la transizione energetica, specie nei Paesi che esportano combustibili fossili.

Invece tra gli accordi recenti di Fincantieri c’è quello con Enel X, la divisione innovativa del colosso italiano, per studiare l’alimentazione elettrica da terra delle grandi navi ormeggiate (cold ironing), come anche l’efficientamento delle nuove infrastrutture, sistemi di accumulo e produzione di energia elettrica (tra cui quella rinnovabile) e le celle a combustibile. Il leader navale ha anche investito sull’eolico attraverso la controllata norvegese Vard.

L’ampio ventaglio di sforzi riflette le innumerevoli sfaccettature della transizione verde, dove la ricerca e l’innovazione preludono a scommesse a lungo termine sotto forma di massicci investimenti. Con quasi 69 miliardi di euro in arrivo per la transizione attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, Eni e Fincantieri stanno scommettendo sulla collaborazione tra campioni nazionali per rafforzare le chance di successo del Sistema-Paese.

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