L’idea di una nuova “religione di Stato” non solo è contraria alla Costituzione ed al Concordato, ma fa davvero paura. Il corsivo del prof. Pennisi

Calato il sipario sulle elezioni amministrative, ed impostato il disegno di legge di bilancio, in Parlamento si riprenderà a parlare di temi lanciati dal segretario del Partito Democratico (Pd), Enrico Letta, che (a torto od a ragione) si ritiene il grande vincitore della tornata elettorale. Uno di questo sarà senza dubbio la proposta di legge Zan contro l’omotransfobia.

Premesso che chi scrive è contrario ad ogni discriminazione contro chi ha tendenze sessuali differenti, i sostenitori della legge farebbero bene a leggere con cura un breve ma eloquente saggio di uno dei maggiori psichiatri e psicoterapeuti italiani, Antonello Armando, che è stato in cattedra a Siena, Roma, Napoli e Legge e si guadagnato una fama internazionale (specialmente in Francia).

Il saggio è stato pubblicato nell’ultimo fascicolo (09/11) del mensile Mondoperaio, che non può essere considerato né contiguo al centrodestra né ispirato dalla Conferenza Episcopale Italiana. Fondato da Pietro Nenni è da decenni la rivista del socialismo italiano. Ne è condirettore Tommaso Nannicini, senatore del Pd ed apprezzato economista, specialmente per i suoi lavori sulla teoria dei giochi applicata alla politica.

Il prof. Armando è netto e tagliente dall’incipit del saggio: la proposta di legge, se approvata, introdurrà “surrettiziamente una religione di Stato, un’idea della sessualità umana che le giunge da altrove”. Lo dice chiaramente il primo articolo: “Non esisterebbe identità di genere e ciascuno sarebbe libero di scegliere da sé a che genere appartenere, anche ricorrendo a pratiche chirurgiche rese disponibili dal progresso tecnologico”. La natura delle nuova “religione di Stato” è chiarita dagli art.7 e 8 della proposta di genere che impone di insegnarla nelle scuole di ogni ordine e grado “interferendo con le problematiche della pubertà e dell’adolescenza”. La proposta di legge “intende attuare una mutazione mentale che renda unica l’idea dell’assenza dell’identità di genere affinché non ci sia più chi possa né concepire né compiere il reato di opinione di dissentirne”. Si avverte l’olezzo di “religioni di Stato” come lo stalinismo ed il nazismo Il Prof. Armando precisa: “Uno stampo inaspettatamente autoritario”.

Il promotore della proposta di legge, l’on. Alessandro Zan, è un ingegnere non uno psichiatra od uno psicoterapeuta. Farebbe bene a legge l’articolo del prof. Armando perché spiega in termini chiari come le varie correnti del pensiero post-freudiano si divisero nel corso del “secolo breve”, il Novecento. Lo documenta il libro di Dagmar Herzog “Cold War Freud – Psychoanalyis in an Age in Age of Catastrophe and Exclusion Cambrige”, University Press 2016, testo che Zan e Letta farebbero bene a leggere prima dei prossimi dibattiti sulla proposta di legge in questione. Mentre alcune seguirono un filone liberale, altre assunsero strade o rivoluzionarie o autoritarie. Tra le seconde, alcune strade diedero alla difesa degli omosessuali un forte significato ideologico, strumentalizzando in pratica gli omosessuali come soggetti di una trasformazione rivoluzionaria della società capitalistica. Altre ne videro la strada per una palingenesi fondata su una nuova religione.

Non è questa la sede per addentrarsi in un dibattito tra scuole di pensiero in psichiatria, anche perché il vostro chroniqueur non ha gli strumenti della professione. Tuttavia, l’idea di una nuova “religione di Stato” non solo è contraria alla Costituzione ed al Concordato, ma fa davvero paura: ricorda non solo Giordano Bruno ma anche i forni crematori nazisti, i gulag, le forche di Praga ed i carri armati a Budapest.

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