Dopo solo otto ore dalla nomina, l’economista e leader socialdemocratica ha rinunciato alla guida del Paese, dopo la marcia indietro dei Verdi. La mossa punta ad un governo monopartitico, con un programma che sperano, comunque, di portare avanti

 

Non è stato un grande inizio per Magdalena Andersson, nominata ieri primo ministro della Svezia. L’economista e leader socialdemocratica è stata costretta alle dimissioni a causa del voto contrario alla legge di bilancio, solo otto ore dopo aver preso la guida del Paese.

In una conferenza stampa ha spiegato di non volere essere capo di un “esecutivo dove si mettono le basi per mettere in discussione la sua legittimità”. Così, Andersson ha subito informato il presidente del Parlamento, Anderas Norlen, delle sue dimissioni ma di restare ancora disponibile per guidare il governo, ma con un monocolore, cioè, con solo col sostegno del suo partito.

“Un governo di coalizione – ha aggiunto l’ex premier – dovrebbe dimettersi se un suo partito sceglie di non sostenerlo”. Il riferimento è al Partito dei Verdi, che ha lasciato il governo dopo il voto favorevole del Parlamento agli emendamenti di bilancio presentati dall’opposizione.

Andersson era stata dal 2014 fino ad oggi ministro delle Finanze del premier Stefan Löfven, dimissionario ad agosto. Nata a Uppsala nel 1967, Andersson è la prima donna ad occupare l’incarico di primo ministro in Svezia. Nonostante il Paese sia considerato un riferimento per l’uguaglianza di genere, in questo è stato “sorpassato” da Danimarca, Finlandia, Norvegia e Islanda.

Da giovane, Andersson è stata campionessa di nuoto ed è definita da chi la conosce come una donna “pragmatica”, una “burocrate tecnocratica”. Per il suo governo aveva fissato tre priorità: riportare sotto il controllo dello Stato scuole, sanità e assistenza per gli anziani; interrompere la privatizzazione delle politiche sociali e trasformare la Svezia in un modello internazionale per la transizione climatica.

Andersson è sposata con il professore di Economia Richard Friberg, e ha due figli. Ama le attività all’aria aperta come il kayak e l’alpinismo. Nonostante i socialdemocratici siano ai minimi storici di popolarità, e minacciati dai conservatori moderati (grazie al discorso anti-migranti), il nome di Andersson sicuramente ritornerà, da protagonista, sulla scena politica svedese.

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