All’evento Formiche e gruppo Chiesi con il patrocinio di Farmindustria, emerge il ruolo geoeconomico della filiera, dice Tria. Innovazione e Ricerca trasformano il comparto in un driver di trasformazione dell’Italia

 

“Riportare sul territorio pezzi di catena della farmaceutica è fondamentale, in primis per la sicurezza nazionale. Per motivi sanitari, ma anche geopolitici”.

Con queste parole, il Prof. Giovanni Tria, Consigliere del Ministro dello Sviluppo economico, ha aperto l’evento “Sostenibilità sociale, ambientale ed economica: nuove realtà nella farmaceutica italiana”, organizzato da Formiche e dal Gruppo Chiesi con il patrocinio di Farmindustria, a riprova dell’importanza di questa filiera, e in sintonia con l’attuale momento politico, in cui si sta discutendo molto di Golden power e politiche industriali. D’altronde, la pandemia è stata ed è ancora un momento “disruptive”, come dicono gli esperti, e il tema delle catene di valore è di grande attualità. A partire dalle direttrici verso le quali si punta a trasformare il Paese: innovazione, inclusione, transizione, in una parola: sostenibilità, di volta in volta declinata in modo diverso. Ed è su questi vari fronti che Formiche e Gruppo Chiesi – tra le prime 50 aziende farmaceutiche al mondo, con oltre 85 anni di esperienza in settori ad alto valore aggiunto e che hanno sempre fatto dell’innovazione e della ricerca i propri driver -, hanno messo insieme un panel di esperti e decisori per discutere insieme del futuro del comparto e del Paese, con il patrocinio di Farmindustria.

Molto mirato è stato l’intervento del professor Tria, ad inizio evento, che ha ragionato: “Questo settore conta per tutta l’economia. Il Paese attrae investimenti se è più sicuro, anche dal punto di vista sanitario”.

“Negli USA si è investito in ricerca, ma l’industria farmaceutica italiana non ha avuto adeguato supporto”, ha aggiunto il professore, indirizzando il dibattito nella direzione di vere politiche industriali che vedano il Pubblico a sostegno del privato.

Si è alternato sul podio l’On. Andrea Mandelli, Vicepresidente della Camera dei Deputati, che ha ricordato come “la pandemia deve insegnarci che quella sanitaria non è spesa, ma investimento. E sostenere la ricerca è necessità assoluta.”

L’evento, dicevamo, si è articolato in tre panel diversi. Il primo sul tema della sostenibilità sociale ha visto la senatrice Paola Binetti ammonire: “Non di solo covid si muore. Ci sono ritardi nella diagnosi oncologica precoce. Per lo screening, è importante rinnovare il parco tecnologico. Anche lo screening neonatale esteso è in ritardo. Non è solo prevenzione rispetto alla malattia, ma organizzativa. Abbiamo costi più alti, anche per il reinserimento dei pazienti. Recuperare la visione sistemica è fondamentale per la sostenibilità”.

Ha rilevato l’ex ministro Maurizio Sacconi: “C’è anche il problema del fascicolo sanitario elettronico che non c’è perché non c’è la interoperabilità informatica”.

“La prima sostenibilità è il sostegno alla maternità – ha chiosato Sacconi – cioè alla specie umana. Servono politiche di favore per la carriera delle donne, nelle imprese veramente socialmente sostenibili, che devono essere friendly con il materno”.

Raffaello Innocenti, Amministratore Delegato di Chiesi Italia, ha ricordato il contributo dell’azienda su questi fronti: “Il tema della diversity & inclusion è parte integrante del piano strategico del Gruppo Chiesi. In una analisi effettuata sul gender gap abbiamo verificato che il salary gap è solo dell’1%, mentre all’interno della filiale italiana nelle differenze di management siamo in parità”. “Per la famiglia, l’azienda riconosce il 60% di contribuzione relativamente al congedo parentale e al padre vengono concesse 2 giornate in più di permesso per la nascita del figlio rispetto ai giorni concessi dall’INPS”, ha aggiunto il dirigente, rilevando come l’inclusione sociale e l’equilibrio familiare siano da sempre fattori importanti per il Gruppo.

La seconda sessione, focalizzata sulla sostenibilità economica, si è aperta con l’on. Beatrice Lorenzin, che ha sentenziato: “Abbiamo il Pnrr e un aumento del Fondo Salute al 7,3% del Pil, che è un numero dignitoso, +1 rispetto a ieri. Ma l’Ocse ci ha sempre detto che la sostenibilità è la soglia del 6%. Dunque siamo andati oltre. Prima del covid stavamo sotto questa soglia. Ma Francia e Germania stanno fra il 9 e il 10% del Pil. Possiamo fare di più.”

Ha continuato il Professor Alfonso Celotto, Professore ordinario Diritto Costituzionale, Università degli Studi Roma Tre, affrontando il tema del Pnrr: “In questo modello di Stato non ce la fai soltanto con la macchina statale, ma abbiamo il digitale. Una app con la quale parlare con tutte le amministrazioni statali.” “In questo il ruolo dell’imprenditoria privata dev’essere ancora maggiore.

Alessandro Carloni, Chief Financial Officer del Gruppo Chiesi, è tornato sul ruolo delle aziende: “Attraverso benchmark esterni cerchiamo il miglioramento continuo. Stiamo puntando su environment, social, e governance. Ma servono delle politiche di sistema per innescare una corsa allo sviluppo da parte di tutti”. “Intorno a Chiesi ruota un ecosistema. Con il nostro codice di interdipendenza ci impegniamo per migliorare insieme con i nostri fornitori”, ha concluso Carloni.

Nell’ultimo panel, dedicato alla sostenibilità ambientale, l’on. Tullio Patassini ha esordito: “Persone, ambiente e sostenibilità possono andare di pari passo. Il consumatore fa la sua scelta”. Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, ha incalzato: “Una parte importante dell’economia ha capito che la sostenibilità è una occasione. Essere buoni conviene”.

“L’Europa ha puntato sull’Italia su tre punti: coesione (che significa anche Salute), transizione e digitale”. “Siamo una superpotenza nell’economia circolare”, ha concluso Realacci, scuotendo il pubblico ed evidenziando come l’Italia non è vero che stia sempre indietro e che, anzi, in molti settori chiave, conduce la partita.

Alessandro Chiesi, Chief Commercial Officer del Gruppo Chiesi, ha raccolto la palla al balzo: “Abbiamo cambiato il nostro statuto, diventando nel 2018 società benefit e successivamente certificandoci come B- Corp, per richiamare tutta l’azienda a massimizzare, non solo l’utile, ma l’interesse sociale e ambientale di tutti gli stakeholder sempre con l’ottica di misurare l’avanzamento. Auspichiamo politiche che promuovano e sostengano i comportamenti virtuosi”.

L’evento, moderato da Simona Branchetti del Tg5, si è concluso con il saluto inviato dall’on. Vannia Gava, Sottosegretaria di Stato, Ministero della transizione ecologica, che ha sottolineato come la farmaceutica sia “un’industria importantissima”. In particolare, “l’impegno di questo comparto lo rende uno dei settori più green. Impegno iniziato da tempo che ha portato dei record nella riduzione delle emissioni negli ultimi anni: quasi il triplo della media dell’intera manifatturiera. Così come l’investimento in tecnologie cosiddette pulite per abbattere l’inquinamento del processo produttivo in tutto il suo ciclo con un numero medio di certificazioni ambientali per aziende da parte di enti accreditati che è circa il doppio rispetto alla media delle aziende italiane”, ha concluso la Sottosegretaria.
Indicando una via verso la sostenibilità che dovrà portare il Paese sempre più lontano.

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