Licenziamenti, coprifuoco e test molecolari. Dalla Romania all’Austria, chi pensava che il green pass obbligatorio fosse una misura estrema, non ha visto le altre misure per frenare il virus

Con l’arrivo dell’inverno, e l’immunizzazione dei primi vaccini in decrescita, i casi di Covid-19 sono tornati ad aumentare in Europa. Nell’ultima settimana si sono registrati 1,8 milioni di contagi e 24.000 morti nella regione. Per Hans Kluge, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in Europa, “i bassi indici di vaccinazione, e il rallentamento delle restrizioni”, sono le principali cause di questa nuova ondata. Infatti, solo otto Paesi europei (tra cui l’Italia) hanno il 70% della popolazione vaccinata completamente.

Per questo motivo in alcuni Paesi le autorità sono state costrette ad applicare nuove misure per frenare la diffusione del virus.

La Romania, per esempio, ha vietato le uscite notturne a chi non ha ricevuto le due dosi del vaccino anti-Covid. Un coprifuoco esclusivo, tra le 22:00 e le 5:00, per chi rifiuta l’immunizzazione. Inoltre, durante tutto il giorno, chi non è vaccinato ha il divieto di entrare in bar, ristoranti, negozi e uffici pubblici, dove è richiesto il certificato di vaccinazione. Le autorità romene hanno dovuto trasportare decine di pazienti Covid gravi in ospedali dell’Ungheria, Austria e Polonia perché non c’è più capienza nelle terapie intensive.

In Russia, invece, hanno deciso di costringere a casa per quattro mesi i maggiori di 60 anni non vaccinati. Nonostante i russi abbiano registrato per primi il vaccino anti-Covid Sputkin V, la pandemia è nel peggior momento, con un record di circa 2000 morti al giorno. Il Cremlino ha chiuso attività e luoghi di lavoro per nove giorni e a Mosca è stato imposti di restare a casa agli over 60 non vaccinati e alle persone che soffrono di malattie croniche.

Da lunedì, in Austria le persone che non sono state vaccinate non possono entrare nei caffè, bar, ristoranti, parrucchieri e non possono partecipare in eventi con più di 25 persone.

Ugualmente, la Germania, con circa 37.000 casi al giorno, ha deciso di permettere l’ingresso nei bar, ristoranti, cinema e centri sportivi o di intrattenimento solo alle persone con certificato di vaccinazione o con un test negativo molecolare. I test rapidi antigenici non saranno più validi. Restano invece l’uso obbligatorio di mascherine all’interno.

In Lettonia è persino previsto il licenziamento agli impiegati che non vogliono vaccinarsi. Dalla metà di ottobre, il governo lettone ha imposto l’obbligatorietà del vaccino a tutti gli impiegati pubblici, mentre gli imprenditori hanno il diritto di licenziare i lavoratori che non ricevono il vaccino. Solo le persone con il certificato di vaccinazione possono partecipare ad eventi in luoghi al chiuso. L’ingresso in palazzi pubblici, banche, negozi, cinema, teatri e parrucchieri è riservato alle persone vaccinate o con un test molecolare o test rapido negativo al Covid.

Infine, in Bulgaria e Cipro serve il green pass anche per entrare in farmacia.

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