Oggi 25 novembre in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne si è svolto l’evento di consegna della panchina rossa che la società Infratel ha donato al Comitato unico di garanzia del Mise. Tra i partecipanti alla cerimonia, moderati da Flavia Giacobbe direttore rivista Formiche, i viceministri Mise Gilberto Pichetto Fratin e Alessandra Todde, la sottosegretaria Anna Ascani, l’amministratore delegato Marco Bellezza e la presidente di Infratel Italia, Eleonora Fratesi e la presidente del Comitato unico di garanzia Gilda Gallerati

Al ministero dello Sviluppo economico evento con i viceministri Gilberto Pichetto Fratin e Alessandra Todde, la sottosegretaria Anna Ascani, i vertici di Infratel Italia Marco Bellezza ed Eleonora Fratesi, Gilda Gallerati presidente del Comitato unico di garanzia del Mise e l’attrice Enrica Rosso, che ha interpretato due brani in apertura e chiusura della cerimonia. A moderare il dibattito Flavia Giacobbe, direttore della rivista Formiche.

L’occasione è stata la consegna di una panchina rossa, simbolo dell’attività di comunicazione e di sensibilizzazione lanciata dagli Stati generali delle Donne contro la violenza affinché in tutti i luoghi pubblici e istituzionali potesse esserci una rappresentazione dell’impegno alla lotta contro la violenza e la discriminazione femminile, da parte di Infratel Italia, la in-house del MiSE, al Comitato unico di garanzia (Cug) del ministero.

Una delle tante panchine rosse che possiamo trovare in giro per l’Italia a ricordarci la discriminazione e la violenza che tante donne subiscono.

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Una ricorrenza voluta dalle Nazioni Unite che l’ha istituzionalizzata il 17 dicembre 1999. Un tema che ci ricorda che soltanto in Italia fino ad oggi sono state uccise 109 donne.

Dopo i saluti iniziali di Marco Bellezza e Gilda Gallerati la parola al viceministro Gilberto Pichetto Fratin che ha evidenziato come “la questione dell’imprenditoria femminile oggi è più forte rispetto al ventennio scorso: non c’è solo un aspetto culturale e sociale ma ci sono in gioco le dinamiche di crescita di un Paese. Senza il contributo delle donne è indubbio che le nostre economie valgono meno. Secondo il Fondo monetario internazionale l’economia globale potrebbe registrare una crescita del 35 per cento avvalendosi di donne in posizioni aziendali strategiche. I dati ci dicono di un potenziale inespresso, vale a dire che la nostra economia non cresce perché ancora troppe poche donne fanno impresa. Il Governo è sceso in campo e attraverso il Mise ha ripreso in mano il filo dell’imprenditoria femminile rifinanziando il Fondo impresa donna, 40 milioni iniziali più una dote di 400 del Next generation Ue, da utilizzare secondo le formule consolidate del contributo e del prestito agevolato e quelle, più innovative dirette a promuovere startup guidate da donne nei settori ad alta tecnologia. A livello internazionale c’è grande attenzione sul tema e noi abbiamo il dovere di sintonizzarci su quest’onda”.

“Noi dobbiamo lavorare per fare in modo che le donne abbiano la loro cassetta degli attrezzi, che consenta loro di affrontare le difficoltà che possono esserci in vari ambiti, dal contesto lavorativo – ha commentato la viceministra Alessandra Todde – Come politici quello che possiamo fare è attuare delle misure e delle politiche di intervento, in particolare convincere le donne a “fare impresa” attraverso gli strumenti esistenti e la formazione, affiancandole con le testimonianze di altre donne che ce l’hanno fatta. Ed è un tema che il Ministero dello sviluppo economico sta portando avanti con i suoi strumenti, come il Fondo per l’imprenditoria femminile con l’obiettivo di valorizzare una cultura di valore per le donne che vogliono fare impresa, lavorando sulle soft skills”.

“Quando si tratta di questi temi c’è una comune volontà di agire in una direzione, che da un lato vede contrastare in ogni sua forma la violenza e dall’altra operare sulla prevenzione, che ha molto a che fare con la cultura. E tanto possono fare i media, come MiSE abbiamo partecipato alla costruzione del Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne e affinché si producesse una proposta di codice di autoregolamentazione che riguardasse tutti i fornitori di servizi audiovisivi perché tutti possono fare la loro parte parlando in una modalità nuova al proprio pubblico, evitando una discriminazione soft nel linguaggio. Un’indagine della commissione contro il femminicidio del parlamento ci dice che il 63% delle vittime non ha denunciato nulla. Quindi diffondere una cultura che vada in un’altra direzione, che protegga le donne, che le tuteli e che le incoraggi a denunciare è fondamentale – ha aggiunto la sottosegretaria Anna Ascani”.

“Dal bilancio sociale cui, in apertura, ha accennato l’ad Marco Bellezza, alla formazione, abbiamo intrapreso una serie di attività al nostro interno per far sì che la parità di genere e di opportunità possa essere raggiunta, ha concluso la presidente Eleonora Fratesi. L’indice Desi colloca l’Italia al ventitreesimo posto, su una popolazione impiegata nell’Ict solo 16% è rappresentato da donne. Le lauree di tipo Stem sono poco intraprese dalle donne. In Infratel Italia, ad oggi, circa il 45% della popolazione lavorativa è rappresentato da donne, nel primo semestre 2021 il 64% dei nuovi assunti è di genere femminile e il 65% delle promozioni e avanzamenti di carriera ha riguardato la compagine femminile aziendale. Siamo disponibili e fortemente interessati a collaborare con le altre realtà della Pubblica amministrazione in questo senso”.

E infine la parola e la scena sono passate all’attrice Enrica Rosso che ha recitato una poesia di Mariangela Gualtieri.

Qui la gallery dell’evento

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