Il Public innovation manager, grazie a soft skills trasversali e alla propria visione strategica, può contribuire a portare a compimento il processo di trasformazione e transizione digitale degli enti pubblici centrali e locali. Il Pnrr è una grande occasione, le risorse vanno utilizzate in modo ottimale, perché l’obiettivo ultimo è creare valore pubblico. L’intervento di Davide D’Arcangelo, vicepresidente Impatta

La rivoluzione industriale del XXI secolo, con l’avvento dell’era digitale, ha modificato radicalmente il tessuto economico-sociale del nostro Paese.

Allo stesso tempo la pandemia da Covid-19 ha accelerato e consolidato la consapevolezza del valore strategico dell’Innovazione e dello sviluppo tecnologico, sia a livello pubblico che privato.

Proprio sulla base di tali premesse, l’Ue ha incentrato le scelte di politica comunitaria sui temi dell’innovazione, transizione ecologica e crescita occupazionale nel breve e lungo periodo, incentivando e orientando gli Stati membri ad adottare economie sostenibili e servizi digitali.

Perciò la ripresa e la rinascita del nostro Paese dipenderanno dalle scelte delle Istituzioni e, in particolare, di quelle che operano a stretto contatto con il cittadino: enti ed amministrazioni locali.

La Pa è pienamente in grado di diventare un acceleratore della crescita economica e sociale dell’Italia, un vero e proprio catalizzatore della ripresa: la ricerca continua di efficienza e d’innovazione, la semplicità e la speditezza dei servizi e delle relazioni dovranno però essere il fondamento della nuova politica italiana del futuro.

Questo processo di trasformazione e innovazione non può avvenire per caso, piuttosto per realizzarlo concretamente ed in maniera efficiente saranno necessarie traslare le competenze dell’innovation management all’interno degli enti pubblici, dando vita alla nuova figura del Public innovation manager.

Quest’ultimo, professionista “abilitatore di cambiamento”, sarà in grado di governare e guidare la trasformazione dell’ente pubblico, spronandolo a pensare ed agire in modo nuovo, facilitando l’individuazione continua di nuove opportunità che si concretizzano nel benessere economico e sociale per i cittadini e le imprese.

Molto dipenderà dalle esigenze dell’ente pubblico, ma il Public innovation manager sarà chiamato a svolgere il ruolo dello stratega: ricercatore di idee, esploratore dell’innovazione, responsabile Cip, sviluppatore organizzativo di progetti innovativi, etc.

In conclusione, il Public innovation manager, grazie a soft skills trasversali e alla propria visione strategica, contribuirà a portare a compimento il processo di trasformazione e transizione digitale degli enti pubblici centrali e locali. Il Pnrr è una grande occasione, le risorse vanno utilizzate in modo ottimale, perché l’obiettivo ultimo è creare valore pubblico.

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