Un report della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad) prevede un preoccupante aumento dei prezzi per il 2022 a causa dei problemi nella catena di approvvigionamento globale, la pandemia Covid e la scarsa vaccinazione del personale di trasporto marittimo

Il 2022 sarà un anno difficile a livello economico: continueranno a salire i prezzi per i consumatori e aumenterà l’inflazione in tutto il mondo. L’avvertenza arriva da un report pubblicato giovedì dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad), l’agenzia permanente che si occupa dei settori del commercio, sviluppo, finanza, tecnologia, imprenditoria e sviluppo sostenibile.

Lo studio prevede che l’anno prossimo i prezzi di importazione potrebbero aumentare dell’11%, e i consumatori dovranno pagare per prodotti e servizi circa il 2% in più fino al 2023.

“I prezzi lieviteranno significativamente l’anno prossimo – si legge nel report Unctad – fino a quando le perturbazioni nella catena di approvvigionamento di merce non si sbloccheranno e il traffico in porti si risolverà”. L’analisi, infatti, si concentra sulla situazione attuale del trasporto marittimo globale.

Rebeca Grynspan, segretaria dell’Unctad, sostiene che la crisi nel traffico marittimo “avrà un impatto profondo nel commercio e minaccerà la ripresa socioeconomica, specialmente nei Paesi in via di sviluppo”. In questi Paesi, i prezzi potrebbero aumentare fino al 7,5% mentre in quelli meno sviluppati fino al 2,2%. Per il resto del mondo, più del 1,5%.

Le catene di approvvigionamento globali hanno subito gravi problemi durante il 2020, a causa delle richieste dei Paesi in lockdown. Questo ha provocato un sovraccarico nella capacità delle navi, mancanza di container e di personale nei porti. I prezzi in “praticamente tutte le rotte dei container commerciali sono aumentati”, secondo lo studio delle Nazioni Unite. La situazione non migliorerà a breve. Tra il 2021 e il 2022 si prevede un aumento annuale del 2,4%.

Il report invita anche ad accelerare la vaccinazione di 1,9 milioni di lavoratori del settore del trasporto marittimo, che al momejnto ha solo il 41% immunizzato.

Nondimeno, gli esperti considerano che la pandemia potrebbe attivare una riforma a lungo periodo nel settore, grazie allo sviluppo del commercio digitale, spingendo nuove opportunità favorevoli.

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