Il gruppo sarà “pioniere di un’economia neutrale per il clima e di un mondo giusto”, dice il cancelliere Scholz. La ministra Baerbock esclude un rientro di Mosca e annuncia una riunione sull’Africa e una sul Pacifico

Il secondo di Joe Biden da presidente degli Stati Uniti. Il primo, dopo 16 anni, senza Angela Merkel alla guida della Germania. Il G7 del 2022, sotto la presidenza tedesca, sarà “pioniere di un’economia neutrale per il clima e di un mondo giusto”. Ad annunciarlo, nel suo discorso di capodanno trasmesso da diverse emittenti radiotelevisive tedesche la sera del 31 dicembre, il neo-cancelliere tedesco Olaf Scholz. “Siamo all’inizio di un nuovo decennio. Ci avviamo verso un nuovo tempo”, un tempo “che sarà positivo se lo plasmiamo attivamente, perché fa la differenza che prendiamo risolutamente il nostro destino nelle nostre mani”.

Uscita e ripresa della pandemia Covid-19 e lotta ai cambiamenti climatici, assieme alla tassazione delle multinazionali, avevano guidato anche il G7 nel giugno 2021, presieduto dal primo ministro britannico Boris Johnson in quel di Carbis Bay, in Cornovaglia. La riunione dei leader nel 2022 si terrà, invece, dal 26 al 28 giugno lì dove si era già tenuta nel 2015: a Schloss Elmau, nei prossimi della città alpina Garmisch-Partenkirchen, in Alta Baviera.

Comunicando il luogo della tre giorni di lavori, il portavoce del governo tedesco, Steffen Hebestreit, non ha offerto dettagli sulla partecipazione di altri Paesi oltre ai sette membri del gruppo (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti) e all’Unione europea. Sotto la presidenza britannica erano stati invitati anche i leader di Australia, Corea del Sud, India e Sud Africa dando vita a quello che il primo ministro Johnson ha definito un “undici democratico”, che in inglese è “a Democratic XI” – chissà se con riferimento a Xi Jinping, presidente di quella Cina che è, con la Russia, la principale preoccupazione del club.

Proprio Russia e Cina rappresentano uno dei primi grattacapi del nuovo governo tedesco, con il cancelliere Scholz su una linea merkeliana di dialogo e la ministra degli Esteri Annalena Baerbock su posizione da “falco”.

Soltanto due anni fa, durante il G7 del 2019 a Biarritz, in Francia, l’allora presidente statunitense Donald Trump aveva incassato il sostegno del presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla richiesta di riammettere la Russia nel gruppo. Il Giappone si era dichiarato neutrale. Gli altri Paesi contrari.

Presentando il G7 del 2022 in un’intervista con l’agenzia di stampa Dpa, la ministra Baerbock ha spiegato che “al momento non è prevedibile quando la Russia potrà tornare nel gruppo”. La leader dei Verdi tedeschi ha definito “ovviamente molto doloroso” il fatto la Russia “si sia esclusa” dal G8 con l’annessione della Crimea nel 2014. E le attuali tensioni con l’Ucraina “non rendono la situazione più facile”.

Come il G7 britannico, anche quella tedesco avrà al centro le democrazie. Con il motto “agire prima che sia troppo tardi”, ha spiegato Baerbock, i ministri degli Esteri degli Stati parte del gruppo discuteranno di “multilateralismo lungimirante e resilienza delle democrazie”. Per questo, ha aggiunto la ministra, alle consultazioni del G7 il governo tedesco intende invitare quei Paesi che non soltanto vogliono investire nel futuro, ma anche che “si battono per lo sviluppo economico insieme a valori comuni come la libertà e lo Stato di diritto”.

Come presidente di turno del G7, la Germania organizzerà due riunioni dei ministri degli Esteri dei Paesi membri. Al riguardo, Baerbock ha anticipato di star pensando di “invitare gli Stati dell’Africa a un incontro e dedicare l’altro alla regione del Pacifico, per esempio”. In queste parole c’è una differenza con il precedente G7: il focus, molto europeo, sull’Africa.

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