Un discorso accorato, toccante, emozionato ed emozionante, che sa trattare con delicatezza i temi del settennato infondendo speranza, fiducia nel futuro e senso di comunità. Un discorso che faremo bene a ricordare

Il discorso di Sergio Mattarella non tradisce quello che ormai è un appuntamento atteso da decenni e che, per le condizioni sociali in cui ci troviamo, è diventato ormai un faro nei complessi tempi che stiamo vivendo. Anche questo, ultimo, messaggio di fine anno non è stato da meno: un Presidente visibilmente emozionato, che fa emozionare anche l’uditorio, rivolge un discorso accorato ed esteso (1718 parole, poche in più dell’anno scorso) abbracciando diversi argomenti e soffermandosi su quelli a cui tiene di più.

La word cloud permette di evidenziare i principali argomenti toccato da Sergio Mattarella: il panorama delle difficoltà che gli italiani hanno dovuto affrontare e le conseguenze della pandemia (che definisce come “ferite profonde: sociali, economiche, morali”); il richiamo alla campagna vaccinale, considerata un’opportunità che, se sprecata, “sarebbe un’offesa a chi non ha potuto coglierla” e il senso di fiducia nella comunità scientifica; il legame tra la società e lo Stato, così come la necessità di continuare un dialogo proficuo tra le istituzioni, nel pieno rispetto dello spirito dalla Carta.

Mattarella non dimentica alcuni temi centrali del suo settennato: la transizione ecologica e digitale, e, soprattutto, il ruolo centrale dei giovani, citati per ben 7 volte, e che potremmo quindi definire l’argomento cardine di tutto il discorso: è ai giovani che sono dedicate le toccanti parole che il professor Pietro Carmina, scomparso nella tragedia di Ravanusa, rivolse ai suoi studenti andando in pensione: “Usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha. Non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi. Infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non adattatevi, impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa. Voi non siete il futuro, siete il presente. Vi prego: non siate mai indifferenti, non abbiate paura di rischiare per non sbagliare…”.

Un discorso accorato, toccante, emozionato ed emozionante, che sa trattare con delicatezza i temi del settennato infondendo speranza, fiducia nel futuro e senso di comunità. Un discorso che faremo bene a ricordare.

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