Il capo dell’amministrazione locale, Carrie Lam, ha confermato che è in arrivo una nuova legge sulla sicurezza nazionale. Pechino introduce quaranta reati e stringe il bavaglio sulla libertà di stampa. E Hong Kong diventa uno Stato di polizia

Come se non bastasse la polemica legge sulla sicurezza nazionale, Pechino prepara una nuova normativa per aumentare la pressione sui movimenti pro-democrazia a Hong Kong.

Carrie Lam, capo dell’amministrazione di Hong Kong, ha confermato durante la prima seduta del Consiglio legislativo, il parlamento locale, che la nuova legislazione prenderà spunto dall’articolo 23 della Costituzione locale, che delega alla città l’approvazione della normativa sulla sicurezza nazionale.

“Il processo legislativo relativo all’articolo 23 fa parte degli obblighi costituzionali e non può essere ritardato ancora”, ha aggiunto Lam nel suo intervento. A differenza del momento in cui è stata approvata la legge sulla sicurezza nazionale a giugno del 2020, questa volta non ci sono state contestazioni all’interno del Parlamento di Hong Kong, giacché tutti i deputati sono a favore di Pechino e la sua linea politica.

Alla prima seduta, in cui è stata innalzata per la prima volta la bandiera della Repubblica popolare cinese, sono mancati anche molti parlamentari che si trovano in quarantena dopo avere partecipato alla festa di compleanno di un alto funzionario cinese, che si è rivelata un focolaio di Covid.

Non sono stati anticipati dettagli sui contenuti di questa nuova normativa, ma si prevede che riguarderà circa 40 nuovi reati in materia di tradimento, secessione, sedizione, sovversione, furto di segreti di Stato e anche fake news e diffusione di contenuti che incitano all’odio.

La legge vieterà anche le attività di organizzazioni politiche straniere a Hong Kong e il rapporto delle organizzazioni locali con altri enti all’estero.

“La funzione attuale della norma – ha sottolineato Lam – è garantire la stabilità e fare sapere alle persone che ci sono conseguenze per certi atti. La legge impone prevenire, reprimere e punire i crimini. Se la prevenzione sarà ben fatta, si potrà punire di meno”.

La nuova legge non è ancora stata approvata e già è stato arrestato un attivista pro-democrazia, Owen Chow. Il ragazzo, di 24 anni, è tra gli attivisti rilasciati su cauzione nel 2020, dopo essere stato accusato di sovversione durante le primarie dei candidati per le elezioni legislative. Questa volta, è stato detenuto per “commenti e azioni” postati sui social network che violano, secondo le autorità, la legge sulla sicurezza nazionale.

Inoltre, almeno quattro media di opposizione sono stati chiusi o costretti alla chiusura: Apple Daily, Stand News, Citizen News e Mad Dog Daily.

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