La settimana prossima gli Usa inizieranno a “normalizzare” le crypto. Si tratta di regolamentare un settore in piena crescita, mettere paletti e offrire protezioni, ma anche conservare il potere del dollaro (digitale?). Intanto le grandi aziende provano ad anticipare le istituzioni

Tra pochi giorni il Far West delle valute digitali assisterà all’ingresso di un nuovo sceriffo. Yahoo Finance ha annunciato che il presidente statunitense Joe Biden firmerà un decreto presidenziale sulle criptovalute, per mobilitare le istituzioni e portare il braccio della legge nell’anarchica frontiera digitale.

I mercati si aspettavano una mossa del genere da tempo. Finora il mercato delle crypto non ha impattato seriamente il sistema finanziario, pur essendo triplicato di valore nel 2021 raggiungendo 2,6 mila miliardi di dollari. Ma l’ultimo rapporto del Financial Stability Board, inviato in tempo per il G20, avverte che le criptovalute si stanno evolvendo rapidamente e “presto potrebbero mettere in pericolo la stabilità finanziaria globale”.

Altrove nel mondo, c’è chi ha già legiferato in materia. La Cina ha completamente bandito le crypto e il mining per concentrarsi sulla diffusione dello yuan digitale. La Russia sta decidendo se bandire o regolamentare (Vladimir Putin propende per la seconda). L’India ha appena deciso di tassare i cripto-profitti al 30%, legittimando le valute digitali e scatenando un’ondata di entusiasmo. Nel mentre il vuoto legislativo globale permette ai criminali di detenere, spostare e riciclare grandi quantità di denaro (secondo Chainalysis 11 miliardi di dollari sotto forma di crypto sono in mani criminali).

Intanto lo Zio Sam è in un limbo. Gli Usa sono il primo Paese al mondo per attività di mining, si stima che circa 60 milioni di americani detengano delle criptovalute, sempre più aziende (e banche) investono nel settore. Ma finora le autorità statunitensi si sono avvicinate alla materia in ordine sparso: non si sa come classificare le crypto (asset speculativi? titoli? beni rifugio?) e non ci sono garanzie, né protezioni ufficiali, per i possessori.

Dunque la Casa Bianca ha finalmente deciso di mettere ordine. Secondo Bloomberg il decreto di Biden chiederà alle varie agenzie e dipartimenti federali di sviluppare una strategia coordinata per regolamentare il mondo delle crypto e affrontare le questioni economiche, legali e di sicurezza nazionale lasciate in sospeso. Tenendo a mente un obiettivo chiave, ossia garantire che gli Usa (e il dollaro) rimangano competitivi nel periodo di adozione globale dei beni digitali.

Ci si aspetta che il documento distribuisca compiti e competenze ai vari attori istituzionali (dai dipartimenti di Stato e Commercio a Fed, Sec, Ftc e altri ancora) e richieda a diverse agenzie federali di inviare dei rapporti nella seconda metà del 2022. Potrebbe persino esserci un commento sulla fattibilità del dollaro digitale, ma non una posizione definitiva. A fine gennaio la Fed ha rilasciato uno studio in materia e dichiarato che accoglierà i commenti del pubblico fino al 20 maggio.

Nel frattempo, le principali cripto-aziende statunitensi stanno facendo fronte comune per anticipare le autorità e auto-regolamentarsi. Giovedì un gruppo di società guidate da Circle e Coinbase ha presentato un nuovo protocollo di identità digitale per l’era blockchain. Verite – questo il nome – sarebbe conforme ai requisiti know your customer della finanza tradizionale e contemporaneamente in grado di lasciare agli utenti il completo controllo delle proprie informazioni personali.

La presentazione di Verite segue di un giorno quella di Travel Rule Universal Solution Technology, una soluzione pensata per implementare lo strumento del sistema bancario americano per contrastare riciclaggio internazionale e finanziamento del terrorismo. TRUST è presentata da un altro gruppo guidato da Coinbase e partecipato da altre aziende leader nel settore, molte delle quali appoggiano anche Verite. La soluzione permetterebbe alle cripto-compagnie di raccogliere e trasmettere in sicurezza i dati dei clienti, “garantendo” la loro identità e al contempo rispettando la travel rule.

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