I propagandisti del Cremlino avevano preparato un articolo, apparso su Ria Novosti e subito cancellato, aspettandosi che Kiev sarebbe caduta rapidamente. Il pezzo annunciava trionfalmente la restaurazione della Russia unita e decretava la fine del “dominio globale occidentale”. Ma i piani non stanno andando come previsto

Se qualcuno ancora dubitasse delle intenzioni neoimperialiste di Vladimir Putin, o del fatto che pianificasse da tempo di rovesciare il governo ucraino e creare uno Stato fantoccio, l’ultima gaffe dei suoi propagandisti dovrebbe dissipare ogni dubbio. “L’offensiva della Russia e il nuovo mondo” è il titolo di un articolo apparso alle 8.00 del 26 febbraio (ora di Mosca) su Ria Novosti, una delle principali agenzie stampa del governo russo. L’originale è sparito, ma internet ricorda tutto.

L’editoriale è a firma di Petr Akopov, una penna di Ria Novosti che offre analisi geopolitiche con vista dal Cremlino. Ecco il titolo del suo pezzo precedente, datato 24 febbraio, a scopo puramente esemplificativo: “L’Occidente ha abbandonato l’Ucraina. Cosa accadrà ora?”. Quello rimosso invece spiega come “l’operazione militare della Russia in Ucraina” abbia inaugurato una nuova era storica. Peccato: pare che Ria Novosti volesse bruciare le tappe, dato che era scritto come se Kiev fosse già caduta, in linea con le aspettative (tradite) del Cremlino. Così l’autore fotografava il momento.

La Russia sta restaurando la sua unità – la tragedia del 1991, questa terribile catastrofe della nostra storia, la sua innaturale dislocazione, è stata superata. Sì, a caro prezzo, sì, attraverso i tragici eventi della guerra civile vera e propria, perché ora ci sono ancora fratelli che si sparano addosso, separati dall’appartenenza agli eserciti russo e ucraino – ma l’Ucraina come anti-Russia non esisterà più. La Russia sta ripristinando la sua integrità storica riunendo il mondo russo, il popolo russo – nella sua totalità di Grandi Russi, Bielorussi e Piccoli Russi (ossia gli ucraini, ndr)

Se abbandonassimo tutto questo, se permettessimo alla divisione temporanea di durare per secoli, non solo tradiremmo la memoria dei nostri antenati, ma saremmo dannati dai nostri discendenti – per aver permesso alla terra russa di andare in pezzi.

Akopov procede spiegando che Putin si è assunto la responsabilità storica di non lasciare la risoluzione della questione ucraina alle generazioni future. Due ragioni per farlo: evitare che lo Stato sovrano diventasse “un avamposto della pressione occidentale”, ma soprattutto affrettarsi a ricostruire “una nazione divisa” prima che gli ucraini si “derussifichino” oltre ogni salvezza e finiscano nelle grinfie del “blocco atlantico”.

Ora questo problema è sparito, prosegue soddisfatto l’autore, l’Ucraina è tornata alla Russia. Questo non significa che la sua statualità sarà liquidata, ma sarà ristrutturata, ristabilita e restituita al suo stato naturale come parte del mondo russo. Entro quali confini, in quale forma sarà assicurata l’unione con la Russia (attraverso la CSTO e l’Unione Eurasiatica o lo Stato dell’Unione di Russia e Bielorussia)? Questo sarà deciso dopo la fine della storia dell’Ucraina come anti-Russia. In ogni caso, il periodo della scissione del popolo russo sta per finire. E la Russia Unita – Russia, Bielorussia e Ucraina – parlerà all’Occidente con una sola voce, spiega Akopov, alla faccia delle capitali europee che “pensavano che Mosca avrebbe rinunciato a Kiev”.

L’Occidente ora starebbe cercando di “punire la Russia per il suo ritorno” nella vana illusione che le relazioni esistenti siano vitali per i russi. Così non è più, spiega l’autore: il mondo è cambiato, e non solo gli europei, ma gli anglosassoni che dirigono l’Occidente lo capiscono molto bene. Nessuna pressione occidentale sulla Russia ci porterà da nessuna parte. Entrambe le parti soffriranno perdite dal confronto feroce, ma la Russia è moralmente e geopoliticamente pronta. Peraltro, continua Akopov, l’Occidente avrebbe molto più da perdere. E qui si lancia in una spiegazione su come l’Unione europea stia cercando di emanciparsi dal “controllo ideologico, militare e geopolitico” degli “anglosassoni”.

In questa narrativa, l’Ue sarebbe un attore geopolitico succube degli Stati Uniti – gli “anglosassoni”, definizione che comprende anche il Regno Unito –, responsabili di aver “trascinato” l’Europa in un confronto con la Russia. Ma anche l’Ue è destinata a collassare, spiega Akopov: a Berlino e Parigi non possono non capire che, avendo perso la speranza di autonomia, il progetto europeo semplicemente crollerà a medio termine, tumulando i secoli di leadership globale del Vecchio continente.

La costruzione del nuovo ordine mondiale […] sta accelerando e i suoi contorni stanno diventando più chiari attraverso la coltre tentacolare della globalizzazione anglosassone. Un mondo multipolare è finalmente diventato una realtà – l’operazione in Ucraina non può radunare nessuno, se non l’Occidente contro la Russia. Perché il resto del mondo può vedere e capire – è un conflitto tra la Russia e l’Occidente, è una risposta all’espansione geopolitica degli atlantisti, è la Russia che reclama il suo spazio storico e il suo posto nel mondo.

Ecco come si conclude questo crescendo rossiniano. Cina e India, America Latina e Africa, il mondo islamico e il sud-est asiatico – nessuno crede che l’Occidente controlli l’ordine mondiale, tanto meno che stabilisca le regole del gioco. La Russia non ha solo sfidato l’Occidente, ha dimostrato che l’era del dominio globale occidentale è pienamente e finalmente finita. Il nuovo mondo sarà costruito da tutte le civiltà e i centri di potere, naturalmente, insieme all’Occidente (unito o no) – ma non alle sue condizioni e non secondo le sue regole.

Davvero un peccato che l’invasione dell’Ucraina non stia andando come previsto.

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