In vista della prossima adozione a marzo della Bussola strategica per la difesa e sicurezza europee, la Commissione ha rilasciato due documenti che presentano diverse proposte per il settore che vanno dallo stimolo degli investimenti a un più agile controllo delle esportazioni

“Sullo sfondo di rivalità geopolitiche sempre più profonde, l’Unione europea deve mantenere il suo vantaggio tecnologico. Può farlo affrontando l’ampia gamma di minacce, da quelle convenzionali a quelle ibride, cibernetiche e spaziali, e può costruire la scala necessaria attraverso lo sviluppo congiunto, gli appalti comuni e un approccio convergente alle esportazioni”. Così Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, ha dato il senso dei due documenti resi noti da Palazzo Berlaymont, uno dedicato al contributo della Commissione alla difesa europea che copre l’intera gamma di sfide in tutti i domini operativi, e un altro più programmatico per fornire una tabella di marcia sulle tecnologie critiche per la sicurezza e la difesa. Questo, in vista dell’ormai prossima adozione della Bussola strategica (Strategic compass) prevista per fine marzo.  Queste iniziative rappresentano passi concreti in direzione di un mercato europeo della difesa sempre più competitivo e integrato.

Stimolo agli investimenti

L’Edf, il Fondo europeo per la difesa, entro la fine del 2022 avrà investito un totale di circa 1.9 miliardi di euro in progetti di ricerca e sviluppo per le capacità di difesa, così da dare un impulso a progetti collaborativi di sviluppo stimolando la corsa all’innovazione. Accanto a questo, la Commissione svilupperà anche degli incentivi per aumentare ancor di più gli investimenti nelle capacità strategiche della difesa da parte degli Stati membri, in particolare se all’interno di quadri cooperativi dell’Ue. Tra gli strumenti possibili previsti, ad esempio, ci sono la revisione dei meccanismi dei bonus dell’Edf e la previsione di esenzioni dall’Iva.

Controllo alle esportazioni più agile

Gli Stati membri già si occupano del rilascio delle licenze di esportazione relative alle attrezzature militari, ma la Commissione li incoraggia a fare un passo in più per razionalizzare e far convergere le pratiche di controllo delle esportazioni di armi. Un invito quindi a ricercare un approccio che miri a non impedire di esportare verso un Paese terzo attrezzature e tecnologie militari sviluppate in cooperazione. In questo modo i prodotti finanziati dall’Edf potrebbero beneficiare di un accesso adeguato e competitivo ai mercati internazionali.

Sinergie tra ricerca e innovazione

Il documento relativo alle tecnologie critiche delinea un percorso volto ancora una volta a migliorare la competitività e la resilienza nella sicurezza e Difesa dell’Unione. In particolare si invitano gli Stati membri a: contribuire all’Osservatorio delle tecnologie critiche attualmente in costituzione; incoraggiare la ricerca e l’innovazione per tecnologie a duplice uso a livello Ue; sviluppare un approccio coordinato alle tecnologie critiche nel contesto dello Strategic compass; sostenere l’imprenditorialità del settore con nuovi strumenti; creare insieme all’Agenzia europea di Difesa (Eda) uno schema di innovazione che permetta di riunire sotto lo stesso ombrello gli sforzi per la difesa; valutare la revisione degli strumenti industriali e commerciali dell’Ue o crearne di nuovi per ridurre le dipendenze strategiche.

Più difesa nello spazio Ue

Dopo la recente dichiarazione dell’Alto rappresentante, Josep Borrell, che vuole spingere l’acceleratore sulla strategia spaziale europea, la Commissione esaminerà come rafforzare la protezione dei beni spaziali europei, ad esempio con servizi aggiuntivi di sorveglianza e localizzazione spaziale (Sst). Non solo, intende anche promuovere un approccio “dual-use by design” per le infrastrutture spaziali dell’Ue al fine di offrire nuovi servizi anche nel settore della Difesa. Nel documento si parla anche di prevedere meccanismi di assistenza reciproca qualora vi fossero attacchi provenienti dallo spazio.

Rafforzare la resilienza

Quella che attuerà la Commissione è una resilienza a tutto tondo che contrasterà e affronterà diverse minacce, tra cui soprattutto quelle ibride, oggi sempre più utilizzate – come ha dimostrato anche il contesto della crisi Ucraina. Inoltre, per rafforzare la sicurezza e la difesa informatica, la Commissione proporrà una legge sulla resilienza informatica e chiederà pertanto alle organizzazioni europee di implementare standard armonizzati in materia di cybersecurity e privacy.

Bozza Strategic compass

L’Alto rappresentante Borrell aveva presentato a metà novembre la prima bozza dello Strategic compass, ovvero una tabella di marcia per la Difesa comune, che comprendeva tra le molte priorità una nuova forza di cinquemila unità (entro il 2025), un unico quartier generale per gestire tutte le missioni (entro il 2030), una Joint cyber unit da definire entro quest’anno, un maggior coordinamento navale nell’Indo-Pacifico e un avanti tutta su velivoli di sesta generazione e carri armati del futuro. In attesa dell’adozione di marzo, vedremo come verranno accolte le proposte della Commissione e come si compenetreranno con l’ambiziosa Bussola strategica.

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