Dopo la proposta di aggiudicazione provvisoria a Telecom Italia e i ricorsi delle altre aziende, il Consiglio di Stato decide la riammissione di Vodafone e WindTre-Fastweb. La gara riparte da zero

Dopo i ricorsi al Tar del Lazio e la decisione del Consiglio di Stato, Vodafone e il raggruppamento WindTre-Fastweb sono state riammesse al bando miliardario per le telecomunicazioni delle forze di polizia che aveva alimentato preoccupazioni politiche per il possibile coinvolgimento di fornitori di tecnologia “ad alto rischio” (cioè le aziende cinesi Huawei e Zte).

Il 16 novembre scorso la commissione giudicatrice aveva pubblicato la proposta di aggiudicazione provvisoria a Telecom Italia (che ha ottenuto 99,9 punti su un massimo di 100) e un allegato riassuntivo della gara per il servizio Lte Public Safety (anche 4G e 5G) a Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria in 11 province italiane.

Come raccontato nei mesi scorsi su Formiche.net, l’esclusione di WindTre-Fastweb era legata a “specifiche, manifeste irregolarità dell’offerta tecnica e la conseguente non conformità della medesima ai requisiti, condizioni e criteri indicati nel bando di gara”. In particolare, l’offerta non ha soddisfatto le stime attese degli accessori per “terminali palmari ‘rugged’ – caricabatterie multipli da tavolo” (917 offerti contro i 1.009 richiesti) e non prevedeva l’“interoperabilità con entrambi i ‘sistemi’ già in uso alle Forze di Polizia”. L’esclusione di Vodafone, invece, era arrivata alla luce di ”una manifesta irregolarità dell’offerta tecnica e la conseguente non conformità della medesima ai requisiti, condizioni e criteri indicati nel bando di gara”. Era stata accertata una “carenza del progetto di massima della ‘Provincia di Padova’”.

Il 28 febbraio scorso il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello di Telecom Italia contro la decisione del Tar, che aveva accolto i ricorsi presentati dalle aziende escluse dalla gara. Vodafone e raggruppamento WindTre-Fastweb sono ora riammessi “alla fase di valutazione tecnica della procedura concorsuale in parola”, si legge nei decreti della Direzione centrale dei servizi tecnico-logistici e della gestione patrimoniale del Dipartimento della pubblica sicurezza.

Dunque, si riparte da zero, con 70 punti per la valutazione tecnica e 30 per quella economica da raggiungere per aggiudicarsi il bando.

Nei mesi scorsi la gara aveva alimentato preoccupazioni politica. Era dovuta intervenire anche Luciana Lamorgese, ministra dell’Interno, rispondendo durante un question time alla Camera dei deputati a un’interrogazione del Partito democratico. Citando la “cornice ordinamentale” composta da Golden power e Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, la titolare del Viminale aveva rassicurato i deputati “circa i rischi di interferenza da loro stessi paventati”.

Condividi tramite