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Un corridoio digitale Europa-Asia via Azerbaigian firmato Sparkle

Intesa tra la società italiana del Gruppo Tim e AzerTelecom, principale operatore del Paese asiatico nell’ambito del progetto Digital Silk Way. L’ad Romano: “Aggiungiamo diversificazione alle rotte esistenti, rispondendo alle crescenti esigenze di resilienza e sicurezza nelle comunicazioni digitali globali”

Gas, container e ora anche telecomunicazioni. L’Azerbaigian si conferma crocevia tra l’Europa e l’Asia con la firma di un protocollo d’intesa tra Sparkle, primo operatore di servizi internazionali in Italia e fra i primi nel mondo (Gruppo Tim), e AzerTelecom, principale operatore wholesale del Paese asiatico, per stabilire una collaborazione nell’ambito di Digital Silk Way.

Si tratta di uno uno dei cinque migliori progetti infrastrutturali strategici in Asia al Global Strategic Infrastructure Leadership Forum nel 2020, avviato da Neqsol Holding e implementato da AzerTelecom (che è parte di Neqsol Holding) per sviluppare le tecnologie informatiche e l’ecosistema digitale in Azerbaigian e trasformare il Paese in un hub digitale per la regione. L’obiettivo dell’intesa siglata oggi (giovedì 21 aprile 2022, ndr) a margine dell’evento globale sulle telecomunicazioni Capacity Middle East 2022 è creare un corridoio di telecomunicazioni digitale tra l’Europa e l’Asia attraverso l’Azerbaigian.

L’accordo prevede anche che le parti valutino nuove opportunità commerciali e di studiare la fattibilità di stabilire e gestire congiuntamente un nuovo corridoio di capacità trasmissiva end-to-end tra l’Asia centrale ed Europa, sfruttando anche l’infrastruttura esistente di Sparkle che si estende dalla Turchia all’Italia fino a tutti i principali hub europei.

Di fiducia le parole di Fuad Allahverdiyev, presidente del consiglio di amministrazione di AzerTelecom, secondo cui la collaborazione con Sparkle, “che mostra un grande interesse per un nuovo percorso, sarà vantaggiosa per le nostre aziende e contribuirà ad accelerare la digitalizzazione nella regione”.

Il progetto, ha spiegato Elisabetta Romano, amministratore delegato di Sparkle, “aggiunge diversificazione – migliorando le prestazioni – alle rotte esistenti, rispondendo alle crescenti esigenze di resilienza e sicurezza nelle comunicazioni digitali globali”. A novembre, la stessa manager aveva dichiarato che Sparkle sta investendo “qualche centinaia di milioni di euro” in diversi progetti infrastrutturali su larga scala per fornire connettività avanzata tra Africa, Medio Oriente, Asia ed Europa e nell’apertura di nuovi punti di presenza per aumentare la capillarità della sua rete africana. Il progetto più importante rimane senza dubbio quello che ha annunciato a luglio, un altro collegamento tra Europa e Oriente: una collaborazione con Google e altri operatori per costruire Blue & Raman Submarine Cable Systems, una nuova infrastruttura intercontinentale che dall’Italia si estende fino in India.

Un’ultima annotazione. Il nome del progetto, Digital Silk Way, può ricordare la Via della Seta cinese (la Belt and Road Initiative che ha un fondo ad hoc, il Silk Road Fund). Anche perché l’Azerbaigian è uno dei Paesi che hanno aderito all’iniziativa strategica ed espansionistica di Pechino. Ma, intervistato nei mesi scorsi da Capacity Magazine, Stuart Evers, presidente di AzerTelecom International, aveva così spiegato due nuovi progetti di cavi sottomarini della società attraverso il Mar Caspio e il Mar Nero, che fanno parte del progetto Digital Silk Way: essendo la sua un’azienda privata, il progetto Digital Silk Way è un sistema privato “quindi non è legato al governo, né siamo associati ad altri progetti simili come la Belt and Road Initiative cinese”. Detto questo, il sistema sarà carrier-neutral e reso disponibile a chiunque voglia usarlo. “Una delle nostre ambizioni è quella di aprire la regione”, aveva detto Evers.

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