Il progetto di Ara Pacis raccontato alla Luiss con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e in collaborazione con la Luiss Guido Carli, Eni, Sky TG24, Terna e Coldiretti

Le relazioni Italia-Africa non sono mai state così forti. Non solo per le “urgenze energetiche” che hanno portato i ministri Di Maio e Cingolani in Angola e Congo per stringere rapporti di collaborazione rafforzata con i rispettivi governi, ma anche per iniziative di formazione e solidarietà con due obiettivi: la pace e la sicurezza, non solo nel continente Africano ma in tutto il bacino del “Mediterraneo allargato”.

Ed è proprio in questo senso che si sta muovendo il progetto Pax Humana, centro strategico nato ad aprile 2021 su iniziativa di Ara Pacis Initiatives for Peace – onlus presieduta da Maria Nicoletta Gaida – in collaborazione con la Luiss Guido Carli, Eni, Sky TG24, Terna e Coldiretti, le cui ultime novità sono state illustrate in un incontro a Villa Blanc, sede della Business School dell’Ateneo romano.

Ad intervenire, in videomessaggio, proprio il ministro Luigi Di Maio che, introdotto dal direttore generale Luiss Giovanni Lo Storto, ha sottolineato come questa iniziativa abbia il merito di interessarsi ad un’area fondamentale per il nostro Paese, quella del Sahel, in cui è fondamentale arrivare a perseguire “la stabilizzazione regionale, che resta la nostra priorità strategica. La sicurezza è premessa indispensabile per lo sviluppo e il consolidamento della governance democratica. L’obiettivo è liberare il potenziale positivo della regione per trasformarla in un’area di prosperità condivisa. Monitoriamo con attenzione la delicata situazione della Libia, riteniamo che non vi sia altra via di uscita che un compromesso politico fra le parti per evitare una escalation militare e una divisione del paese. Auspichiamo inoltre un pronto ritorno alla legalità costituzionale in Mali, Ciad e Burkina Faso”.

Di Maio ha poi sottolineato come ci sia un legame indissolubile tra Europa, Mediterraneo e Africa, e per questo l’impegno di Pax Humana rappresenta un tassello prezioso della strategia italiana nella regione nonchè un contributo alla pace. Gli ha fatto eco il presidente Luiss Vincenzo Boccia, ponendo l’attenzione su come Pax Humana sia un esempio di co-partenariato per lo sviluppo di aree africane da parte dell’Italia, chiamata a combattere attraverso una cultura del cambiamento per procedere con un’opera di armonizzazione culturale e di soft power. Obiettivo? Costruire – anche tramite la formazione universitaria – una nuova dimensione di crescita comune non solo geopolitica, ma anche geoeconomica.

L’attività di Pax Humana, oggi, procede su più traiettorie, come ricordato dalla presidente Ara Pacis Maria Nicoletta Gaida, che ha presentato le attività incluse nel progetto, a partire dai Sahara Peace Hubs. Si tratta di strutture transfrontaliere – la prima delle quali già attiva a Tessalit, nel nord del Mali, al confine con l’Algeria – che mirano a trasformare “il deserto di sangue in un giardino di pace”, sostenendo la stabilizzazione delle comunità di confine nei paesi sahelo-sahariani.

E lo fanno attraverso la realizzazione di centri polivalenti che agiscano come poli attrattivi per la pace, la sicurezza e lo sviluppo socioeconomico nella regione, fornendo alle comunità servizi sanitari ed economici di base. Ogni hub è infatti concepito per essere gestito da giovani locali ed essere dotato di un centro sanitario, un centro media, e spazi dedicati alla formazione, alla cultura, allo sport e all’imprenditoria giovanile.

Già dall’ottobre 2021, Ara Pacis, in collaborazione con la Luiss e Sky TG24, ha non a caso ospitato 14 giovani maliani – uomini e donne provenienti da diverse regioni del Paese, offrendo loro corsi di formazione in management, comunicazione e social media – ricordati nei loro interventi dal direttore del Master di Giornalismo e comunicazione multimediale di Luiss Gianni Riotta collegato dagli Usa, e dal Caporedattore centrale di Sky TG24 Michele Cagiano – per formarli e far sì che possano gestire nuovi Sahara Peace Hubs, in qualità di ambasciatori di pace, testimoni e sollecitatori di un processo di riconciliazione, stabilizzazione e sviluppo.

In chiusura, tra le altre iniziative, presentato l’ultimo Protocollo d’Intesa – firmato da Luiss, Ara Pacis, Unioncamere e la Camera di Commercio Estera della Bosnia Erzegovina – per la promozione e lo sviluppo di iniziative economiche e di formazione tra l’Italia e i Balcani, per rafforzare le relazioni diplomatiche e non solo, come raccontato dal presidente di Unioncamere, Andrea Prete: “un percorso giusto che si incrocia con i progetti di Ara Pacis nel Sahel. La sottoscrizione del Memorandum of Understanding è connessa all’esigenza di assecondare la volontà delle piccole e medie imprese di esportare nei Balcani e nello specifico, in Bosnia, di cui l’Italia è stato il primo Paese esportatore nel 2021 nonché il secondo partner commerciale. Numeri interessanti che raccontano come sia importante coltivare i rapporti con quell’area geografica”.

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