Il ministro degli Esteri atteso al Palazzo di Vetro per alcuni incontri e l’iniziativa Usa sulla crisi alimentare scatenata dalla guerra russa contro l’Ucraina. Ecco l’agenda e i temi del viaggio

Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, sarà in missione a New York mercoledì 18 maggio. Al Palazzo di Vetro incontrerà Abdulla Shahid, presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, e António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. Poi parteciperà all’evento “Global Food Security Call to Action” voluto dall’amministrazione Biden e in particolare da Antony Blinken, segretario di Stato, con il quale il ministro potrebbe avere un incontro bilaterale. Le diplomazie sono al lavoro sulle rispettive agende.

“In questo momento l’insicurezza alimentare generata dall’invasione russa in Ucraina sta costruendo situazioni di instabilità in tutto il mondo, in particolare nei continenti più vulnerabili come l’Africa e l’America Latina”, ha dichiarato Di Maio a Napoli per Techagriculture, iniziativa sulle nuove tecnologie nell’agroalimentare promossa da Confagricoltura, ambasciata d’Israele, Comune di Napoli e Università Federico II a Napoli. Per questo, “crediamo che sia il momento di investire sempre di più nelle tecnologie per cercare di affrontare il tema della sicurezza alimentare al meglio”, ha aggiunto sottolineando l’importanza dell’iniziativa (“più che mai azzeccata in queste ore”) e di essere in partenza per New York.

Intervenendo domenica a Mezz’ora in più, su Raitre, il ministro aveva sottolineato che è “una guerra mondiale del pane” con grande sofferenza soprattutto nel Nord Africa. Per questo sarà a New York domani per quest’iniziativa delle Nazioni Unite “per abbassare il prezzo del grano”, mentre a Roma si terrà l’8 giugno un’iniziativa della Fao per il Mediterraneo.

Anche il segretario generale Guterres si sta muovendo per cercare un accordo con Russia, Turchia e altri Paesi. Secondo il Wall Street Journal, avrebbe chiesto a Mosca il permesso di far passare alcune forniture di grano ucraino attraverso il Mar Nero in cambio di un allentamento sulle esportazioni russe e bielorusse di fertilizzante di potassio. Il blocco russo in corso nel Mar Nero sta lasciando in attesa di essere spedite sui mercati internazionali circa 25 milioni di tonnellate di grano che si trovano attualmente in unità di stoccaggio in grandi città portuali come Odessa.

Ma, almeno per ora, sulla crisi alimentare la Russia sta applicando tattiche simili a quelle adottate nel racconto della guerra. Non è colpa nostra, ha detto il ministero degli Esteri di Mosca. È, invece, del Covid-19, della transizione ecologica, delle scelte “miopi” dell’Occidente e delle sanzioni occidentali, ha aggiunto la portavoce Maria Zakharova poche ore fa. Il fatto che i russi abbiano distrutto la banca genetica delle piante a Kharkiv, l’unica in Ucraina, dove erano conservate più di 160.000 varietà e ibridi di piante provenienti da tutto il mondo, non sembra rappresentare un segnale di distensione.

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