Il leader russo? “Non è affidabile”. Quello cinese? “Ha portato Shanghai sull’orlo di una ribellione”. Il mondo? Rischia una “depressione globale”. I passaggi del discorso del filantropo al World Economic Forum

La situazione in Ucraina, lo stato e il potenziale allargamento dell’Unione europea, l’economia tedesca e i cambiamenti della sua politica estera con il nuovo cancelliere Olaf Scholz, il futuro del presidente cinese Xi Jinping, il cambiamento climatico e le prospettive economiche mondiali. Tanti i temi toccati da filantropo e finanziere George Soros, intervenendo al World Economic Forum di Davos. In quest’occasione ha anche reso noto di aver scritto una lettera al presidente del Consiglio italiano Mario Draghi in cui sottolinea che l’Europa, che è proprietaria dei gasdotti, ha in realtà una posizione di forza maggiore rispetto alla Russia. “Penso che Putin sia stato intelligente a ricattare l’Europa con il taglio del gas, ma l’Europa ha in realtà una posizione di maggiore forza” rispetto a Mosca, ha aggiunto Soros.

VERSO UNA “DEPRESSIONE GLOBALE”

Stiamo per affrontare una “depressione globale”. Soros ha affermato che gli effetti negativi della crisi immobiliare cinese “saranno talmente vasti da influenzare l’economia mondiale”. Aggiungendo che le attuali interruzioni della catena di approvvigionamento e i problemi relativi all’inflazione porteranno quasi sicuramente a una “depressione globale”.

UNA TERZA GUERRA MONDIALE?

L’invasione dell’Ucraina “potrebbe essere stata l’inizio” della Terza guerra mondiale e “la civiltà potrebbe non sopravviverle”. A Davos, Soros ha affermato che l’invasione russa dell’Ucraina non si è prodotta dal nulla. Il mondo è sempre più impegnato nello scontro tra due sistemi di governance diametralmente opposti: società aperte e società chiuse. Le pandemie, il cambiamento climatico, il pericolo nucleare, il funzionamento delle istituzioni internazionali, hanno dovuto passare in secondo piano rispetto a questo scontro.

GLI ERRORI DI PUTIN

Il leader russo Vladimir Putin ha “riconosciuto” di aver commesso un terribile errore, con l’invasione dell’Ucraina. Tuttavia, secondo Soros, l’ipotesi di un cessate il fuoco e di trattative per un accordo di pace non è credibile perché Putin “non è affidabile”. Dovrebbe essere il presidente russo a “iniziare i negoziati di pace, cosa che non farà perché equivarrebbe per lui a dimettersi”, ha aggiunto Soros.

LA SFIDA PER L’EUROPA

La coesione europea affronta una “prova cruciale” nel contesto della guerra in Ucraina. Soros ha affermato che “l’Europa sembra andare nella giusta direzione. Ha reagito all’invasione dell’Ucraina con tempestività, unità e vigore mai eguagliati nella sua storia”. Tuttavia, la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili russi “rimane eccessiva”. Ha anche riconosciuto che, dopo un inizio incerto, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, sembra aver “trovato una forte voce pro-europea”.

L’ALLARGAMENTO DELL’UE

L’Ucraina, la Moldova e i Paesi balcanici occidentali dovrebbero fare domanda di adesione all’Unione Europea. L’Unione europea dovrebbe inoltre lavorare per una maggiore integrazione, sulla base della proposta del leader del Partito democratico, Enrico Letta, di un piano per un’Europa parzialmente federata. Con questo sistema, nessuno Stato membro avrebbe potere di veto. Nella confederazione allargata gli stati membri potrebbero unirsi in “coalizioni di volenterosi” o semplicemente mantenere il loro potere di veto.

LA GERMANI PAGHERÀ PER LE SCELTE DI MERKEL

La Germania pagherà un “prezzo pesante” per le politiche “mercantiliste” di Angela Merkel, ha continuato Soros. Tuttavia, “quando si tratta di mantenere l’unità europea, Olaf Scholz sembra sempre fare la cosa giusta”. “Ha abbandonato Nordstream 2, ha stanziato 100 miliardi di euro per la difesa e ha fornito armi all’Ucraina, rompendo tabù di vecchia data”, ha ricordato il filantropo.

LA GUERRA E IL CLIMA

Se la guerra continua ad “infuriare” e a monopolizzare la nostra attenzione, il cambiamento climatico potrebbe diventare irreversibile, ha sostenuto Soros definendo questa prospettiva “spaventosa”. Ha osservato che “la maggior parte di noi accetta l’idea che un giorno dovremo morire, dando però per scontato che la nostra civiltà sopravviverà”. Tutto ciò, ha fatto notare, potrebbe non essere vero nel contesto di questo conflitto e quindi dobbiamo “mobilitare tutte le nostre risorse per porre fine al più presto alla guerra”.

LA CINA DI XI? DESTINATA A FALLIRE

La Cina dovrebbe essere il partner più forte nell’alleanza con la Russia, ma la mancanza di determinazione di Xi ha permesso a Putin di far propria quella posizione”, ha detto Soros. La politica Zero Covid del leader, costringendo la popolazione in centri di quarantena improvvisati invece di consentire loro di mettersi in quarantena a casa propria, ha “portato Shanghai sull’orlo di una vera e propria ribellione”, ha aggiunto. Inoltre, definito come il “peggiore errore” di Xi la volontà di “insistere sulla politica Zero Covid”. I lockdown hanno avuto “conseguenze disastrose” e hanno spinto l’economia cinese verso una “caduta libera”. Per queste ragioni, la Cina di Xi è “destinata a fallire”, ha detto.

Condividi tramite