Una nuova infrastruttura green per sostenere la ripartenza del settore aeronautico e del turismo. Inaugurata all’aeroporto Leonardo Da Vinci, alla presenza anche del Presidente Mattarella, la nuova area di imbarco A per i voli Schengen e nazionali di Aeroporti di Roma che potrà ospitare 6 milioni di passeggeri in più

Infrastrutture green per far ripartire il settore aeronautico. Questo è l’obiettivo che si è posto Aeroporti di Roma (AdR) con l’apertura della nuova area di imbarco A dell’aeroporto Leonardo Da Vinci, destinata ai voli verso l’area Schengen e domestici. La nuova sezione è capace di ospitare sei milioni di passeggeri in più: 37mila metri quadrati, 23 nuovi gate, 21 punti vendita e alimentazione con pannelli fotovoltaici, l’area fa parte del progetto di espansione dell’area est dell’aeroporto per un valore complessivo di 400 milioni di euro. All’evento di inaugurazione organizzato da Aeroporti di Roma ha partecipato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Insieme a lui per le istituzioni sono intervenuti inoltre il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, il sindaco della città metropolitana di Roma capitale, Roberto Gualtieri, il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino e il presidente dell’Ente nazionale aviazione civile (Enac), Pierluigi Di Palma. Non solo, con loro c’erano anche il presidente di Adr, Claudio De Vincenti e l’amministratore delegato Marco Troncone, il presidente di Atlantia, Giampiero Massolo, e l’amministratore delegato, Carlo Bertazzo.

Una nuova porta d’ingresso a prova di futuro

“Con l’apertura dell’area d’imbarco A, assicuriamo il nostro concreto contributo alla ripartenza del Paese, preparandoci ad affrontare le prossime occasioni di rilancio, come il Giubileo 2025 e la candidatura di Roma a Expo 2030”, ha commentato Troncone, “In questo contesto, vogliamo che Fiumicino continui a essere un eccellente biglietto da visita: la porta d’ingresso dell’Italia a prova di futuro”. L’ad ha proseguito poi spiegando che la nuova area si colloca in un più ampio programma che prevede investimenti complessivi pari a dieci miliardi di euro “per sostenere la connettività internazionale del Paese e continuare ad alimentare, in misura sempre crescente, l’indotto socio-economico, al contempo anticipando la necessaria transizione ecologica e digitale insieme alle migliori eccellenze italiane e internazionali”. A far leva sulla sostenibilità anche il ceo di Atlantia Bertazzo, “lo scalo opera sulla base di un piano di sviluppo fortemente sostenibile e fa parte dei dieci aeroporti internazionali che hanno ricevuto il più alto livello di certificazione Airport carbon accreditation e che saranno in grado di azzerare le proprie emissioni entro il 2030”.

La nuova area di imbarco

La nuova Area di Imbarco A, che fa seguito all’Area E aperta a fine 2016, è stata completata impiegando il sedime aeroportuale, quindi senza consumare suolo aggiuntivo, ed è realizzata facendo ricorso alle migliori competenze made in Italy. Grazie ad essa sono più di cento le destinazioni Schengen e domestiche raggiungibili dalla nuova infrastruttura. L’aumento di finger porterà inoltre a un minor utilizzo degli autobus in pista, rendendo così migliore il servizio e riducendo le emissioni. I nuovi gate, inoltre, disporranno di un’innovativa tecnologia “self-boarding”, che consente al passeggero di eseguire autonomamente e in velocità le procedure di imbarco. Per dare un’idea delle dimensioni della nuova area basti pensare che l’insieme delle superfici vetrate è pari a oltre undicimila metri quadrati, uno spazio equivalente a quindici piscine olimpioniche. Un’infrastruttura dunque all’avanguardia e green, come testimonia l’ottenimento della certificazione Leed Gold e la presenza dei pannelli fotovoltaici. L’obiettivo è potenziare dunque l’area est dell’aeroporto, in linea con la strategia di sviluppo di AdR, e con il percorso orientato alla sostenibilità del gruppo Atlantia, il cui focus è realizzare investimenti che consentano la transizione energetica dei propri asset.

Prosegue la trasformazione a careport

Non solo più passeggeri, ma anche più cultura. Attraverso il percorso espositivo del Parco archeologico di Ostia antica composta da sette capolavori originali, l’arte infatti si stabilirà all’aeroporto per promuovere la classicità romana e il valore storico-artistico del territorio. Così AdR prosegue nella sua volontà di far diventare il Leonardo Da Vinci più di un aeroporto: un careport. A riprova di ciò anche la nuova galleria commerciale di seimila metri quadrati con ben 21 punti vendita, a rappresentanza dell’eccellenza italiana dello shopping e del food.

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