Secondo alcuni propagandisti russi, la diffusione del vaiolo delle scimmie tra i Paesi che assistono militarmente l’Ucraina è una coincidenza non casuale (un volere divino?). Sul virus stanno partendo campagne di disinformazione online simili a quelle del Covid, scemate nel frattempo sull’Ucraina

I conduttori della televisione di Stato russa Evgeny Popov e Olga Skabeeva e il politico russo e membro della Duma Alexei Zhuravlyov hanno deriso le nazioni che hanno segnalato focolai di vaiolo delle scimmie in un programma in diretta, usando la malattia come vettore per la propaganda del Cremlino. Skabeeva ha alluso a una qualche connessione tra i Paesi colpiti dal virus e quelli che stanno inviando armi all’Ucraina. Si tratta di una vicenda marginale, di un collegamento assolutamente privo di fondamenti scientifici e logici, ma è un utile caso di studio per comprendere come funziona il puzzle più complesso della propaganda russa.

Skabeeva ha detto: “Non ci crederete, una tale coincidenza, o forse non è una coincidenza, la maggior parte dei Paesi, i cui omosessuali si sono ammalati di vaiolo, forniscono armi al regime di Kiev. Sono cose che succedono, no?”. Riprendendo Popov che aveva stigmatizzato: “Quasi tutti coloro che si sono ammalati sono uomini di orientamento sessuale non tradizionale”.

Si tratta di allusioni strampalate che però servono a fomentare il pubblico russo. Mosca – dove il regime putiniano ha costruito una narrazione distorta della realtà, basata anche su questo genere di dichiarazioni fatte da personaggi televisivi – cerca ogni spazio potenziale per attaccare i Paesi che stanno assistendo l’Ucraina nella resistenza all’invasione russa.

Vale la pena sottolineare che tra queste nazioni c’è anche l’Italia, che in più occasioni ha invitato nei propri talk show televisivi personaggi simili a Popov e Skabeeva, secondo una sgangherata idea di pluralismo. Per esempio, tra questi c’è la giornalista Yuliya Vityazeva, che davanti alla vittoria della band ucraina Kalush Orchestra all’Eurovision si augurava che un missile balistico intercontinentale Satan potesse colpire il concerto ospitato alla Pala Olympic Arena di Torino.

È un metodo di azione fatto di sparate iperboliche utili ad acchiappare la pancia del paese, rimbambita dal martellamento della propaganda. In una puntata del celebre approfondimento giornalistico “60 Minuti” di Rossiya-1 (il primo canale statale) andata in onda il 28 aprile, Skabeeva parlava del vertice di Ramstein, in cui i membri Nato e altri Paesi alleati hanno fatto il punto sull’Ucraina, come dell’inizio della Terza Guerra Mondiale e in quella stessa occasione Vladimir Solovyov, oligarca, giornalista e presentatore tv tra i più popolari e intimi di Putin, aggiungeva che in caso di attacco nucleare “noi andremo in paradiso, mentre loro semplicemente gracchiano”.

Il richiamo escatologico sta anche nelle dichiarazioni di Skabeeva, che allude a una sorta di punizione divina, il vaiolo delle scimmie, contro i Paesi che aiutano l’Ucraina. Questa dimensione legata al mondo religioso è molto presente nella narrazione di Vladimir Putin, come dimostra il ruolo di primo piano giocato dal patriarca Kiril (che definì già “lotta sacra” l’intervento russo in Siria a sostengo del sanguinario regime assadista).

Secondo il coordinamento deciso proprio a Ramstein, un totale di 31 nazioni, tra cui molti membri dell’Unione Europea, stanno inviando aiuti militari all’Ucraina (come per esempio gli obici italiani che in questi giorni potrebbero al fronte, molto apprezzati perché considerati efficienti contro l’avanzata dei mezzi aggressori russi).

Casi di vaiolo delle scimmie sono stati segnalati in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito, Israele, Emirati Arabi Uniti, Argentina, Canada e Stati Uniti. È quasi inutile aggiungere che non tutte le nazioni che hanno segnalato casi di virus hanno fornito armi all’Ucraina.

Sarebbe altrettanto inutile specificare che gli orientamenti sessuali dei contagiati non hanno a che fare con i contagi. Eppure Andy Seale, consulente del programma HIV, epatite e infezioni sessualmente trasmissibili dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha dovuto sottolineare lunedì che “chiunque può contrarre il vaiolo delle scimmie attraverso un contatto ravvicinato”.

“Anche se, ad esempio, stiamo assistendo ad alcuni casi tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, non si tratta di una malattia gay come alcuni hanno cercato di etichettarla sui social media. Non è così”, ha detto durante una sessione di domande e risposte organizzata dall’istituzione internazionale sull’onda di una serie di disinformazioni fatte circolare — anche come forma di infowar da figure come gli ospiti della Tv russa.

Il vaiolo delle scimmie è una malattia infettiva causata dal virus MPXV (Monkeypox virus) che innanzitutto non va confusa con il più noto — e più rischioso — vaiolo, eradicato nel 1979 da una importante campagna di vaccinazione condotta a cavallo degli anni Sessanta. Secondo quanto spiegato dall’OMS, chi contrae il virus sviluppa nel giro di 7/10 giorni eruzioni cutanee che poi diventano pustole, febbre, mal di testa, dolori muscolari e linfonodi ingrossati. Il decorso della malattia è solitamente positivo e si risolve nel giro di due settimane.

Non sorprende che l’epidemia di vaiolo delle scimmie abbia dato origine all’emergere di cospirazioni. Le costruzioni narrative non sono nuove, ma semplicemente una serie copia e incolla delle teorie cospirative viste con il Covid-19. Tra queste, ce n’è anche una che collega il virus ai fantomatici laboratori in cui secondo l’infowar russa la Nato avrebbe portato avanti studi biologici militari in Ucraina.

Come in molti altri casi, attualmente il maggiore canale di diffusione di certe informazioni alterate è Telegram. Ma, come visto nel caso di Popov e Skabeeva, anche media mainstream diventano parte del warfare informativo.

L’attenzione per le cospirazioni Covid-19 è scemata in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e c’è stato un cambiamento significativo in molte comunità cospirazioniste online, che si sono concentrate sul sostegno internazionale all’Ucraina. Come fa notare un’analisi dell’Institute for Strategic Dialogue, un’organizzazione non governativa che analizza i movimenti dell’estremismo online, i cospirazionisti della pandemia si sono concentrati più specificatamente sul sostegno degli Stati Uniti al battaglione Azov, che sostengono essere un segno di allineamento di Washington con i nazisti, e su una serie di questioni adiacenti, come i presunti laboratori biologici gestiti dagli Stati Uniti nel Paese.

Il vaiolo delle scimmie è un’altra ottima occasione di diffondere disinformazione per il Cremlino, con la finalità strategiche di interferire e destabilizzare i dibattiti pubblici, sfruttando un substrato esistente pronto a recepire le più strambe teorie e comunicatori di vario genere che funzionano come vettori e moltiplicatori di quelle teorie.

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