Prima il vertice alla Casa Bianca, poi il viaggio in Corea del Sud e Giappone. Washington punta sul commercio ma il Sud-Est asiatico non vuole essere tirato in mezzo nello scontro tra democrazie e autocrazie

Come scrive il Washington Post, a Washington Casa Bianca c’è ancora un elefante nella stanza, la Cina. Lo dimostrano anche i recenti sviluppi su Taiwan raccontati su Formiche.net: la guerra russa contro l’Ucraina iniziata ormai quasi tre mesi fa non ha distolto l’attenzione degli Stati Uniti da quella che essi ritengono la prima sfida globale, il “concorrente strategico” del XXI secolo.

Giovedì e venerdì il presidente Joe Biden ha riunito, alla Casa Bianca prima e al dipartimento di Stato dopo, otto leader dell’Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (Asean). Dopo questo “storico vertice” per la prima volta a Washington che la Casa Bianca ha voluto per “ribadire il duraturo impegno degli Stati Uniti nei confronti del Sud-Est asiatico e sottolineare l’importanza della cooperazione” con l’Asean “nel garantire sicurezza, prosperità e rispetto dei diritti umani”, il presidente volerà la prossima settimana in Corea del Sud e in Giappone. Il viaggio istituzionale culminerà in una nuova riunione del Quad, il formato di dialogo di sicurezza che riunisce anche Australia, Giappone e India.

I funzionari statunitensi, come evidenzia il Washington Post, riconoscono che un decennio di discorsi sullo strategico Pivot to Asia non ha ancora prodotto risultati concreti. “Diverse amministrazioni che si sono succedute negli Stati Uniti hanno cercato di avviare sforzi, politiche e strutture più convinti in Asia, Asia orientale, Indo-Pacifico, e si sono trovate bloccate, mal indirizzate o indirizzate verso altri obiettivi”, ha dichiarato Kurt Campbell, coordinatore delle politiche per l’Indo-Pacifico al Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, durante un evento al Center for Strategic and International Studies. Il riferimento è alle amministrazioni guidate da Barack Obama, in cui Biden era vicepresidente, e da Donald Trump. Di questo aspetto, ha detto ancora, “tutti noi siamo profondamente consapevoli nella formulazione e nell’esecuzione delle politiche”.

Con la riunione alla Casa Bianca con i leader dell’Asean e il prossimo viaggio del presidente in Corea del Sud e in Giappone l’amministrazione Biden vuole dimostrare che il suo importante coinvolgimento nella guerra in Ucraina non è una distrazione dalle sue priorità a Est.

Ma la strada è in salita. Gli Stati Uniti rimangono il primo garante della sicurezza nella regione, basando la propria influenza sugli aspetti militari. Inoltre, gli Stati Uniti rimangono, come tiene a sottolineare l’amministrazione, la principale fonte di investimenti diretti esteri nella maggior parte dei Paesi Asean, le imprese statunitensi si stanno rivolgendo alla regione per rafforzare le loro catene di approvvigionamento e il commercio tra Stati Uniti e Asean ha in genere “un valore aggiunto molto più elevato”. Tuttavia, la Cina, che ha un accordo di libero scambio con l’Asean, ha superato gli Stati Uniti per volume di scambi commerciali con la regione nell’ormai lontano 2009. Da allora ha fatto passi da gigante, promettendo anche miliardi di investimenti in infrastrutture e cercando influenza anche tramite i media, come raccontato da Defense One. A ciò si aggiungono i timori dei Paesi asiatici rispetto alla possibilità di vincolare la loro politica estera a quella degli Stati Uniti. “Un approccio che invoca uno scontro tra democrazia e autocrazia rischia solo di alienare i governi che non guardano al mondo in categorie binarie così assolute e semplicistiche e non vogliono esservi costretti”, ha scritto Bilahari Kausikan, ex diplomatico di Singapore su Foreign Aiffars. “L’amministrazione Biden non farebbe bene a portare avanti progetti ideologici di questo tipo nel Sud-est asiatico”. Per rendersi conto di ciò è sufficiente notare come nella regione soltanto Singapore abbia promosso sanzioni dirette contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina.

È nota una certa diffidenza regionale verso la Cina. In ogni caso, il commercio è al centro delle riunioni a Washington. L’amministrazione Biden che ha proposto l’Indo-Pacific Economic Framework, un nuovo meccanismo per compensare il fallimento dell’accordo di libero scambio Trans-Pacific Partnership con i Paesi asiatici, abbandonato dall’amministrazione Trump.

Tuttavia, molti Paesi Asean lo vedranno come un “accordo economico tutto dolore e niente guadagno”, ha osservato James Crabtree su Foreign Policy. Questo è dovuto al fatto che l’amministrazione Biden non è disposta a negoziare accordi commerciali che offrano ai Paesi un accesso più ampio al mercato statunitense. Non stupisce, dunque, che l’Asean stia guardando con sempre maggior interesse all’Unione europea, suo secondo partner commerciale, “Il Sud-Est asiatico dovrebbe ricordare che l’Unione europea offre una vera alternativa in un mondo bipolare”, ha riassunto Lizza Bomassi, vicedirettrice di Carnegie Europe, in un editoriale per Nikkei Asia sulle conseguenze regionali della guerra in Ucraina.

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