Il risultato cristallizzato dall’algoritmo di Liveinsights, tool di intelligence analysis di Blogmeter, ha collimato nella forbice di gradimento con quello reale delle schede lasciate nelle urne. I dati città per città (inclusi i risultati dell’anno scorso) analizzati da Domenico Giordano di Arcadia

Nelle amministrative dello scorso autunno, con le grandi aree metropolitane al voto, il sentiment raccolto in Rete e sulle principali piattaforme social dai candidati a sindaco di Napoli, Roma e Torino in Rete, ha anticipato quello manifestato dai cittadini nelle urne quando si sono recati a votare, nel caso del primo turno e in quello in cui le elezioni hanno richiesto anche il ballottaggio.

Il risultato cristallizzato dall’algoritmo di Liveinsights, tool di intelligence analysis di Blogmeter, ha collimato nella forbice di gradimento con quello reale delle schede lasciate nelle urne.

Una corrispondenza che poi si è ripetuta in contesti demografici più contenuti anche quest’anno con il turno di ballottaggio di domenica scorsa, 26 giugno, tanto da poter essere utilizzato in accompagnamento alle indagini demoscopiche con le basi campionarie stratificate.

A Roma, Roberto Gualtieri dal 1° settembre al 16 ottobre 2021 (il sabato prima del turno elettorale) ha incassato – sulle tre principali piattaforme: Facebook, Instagram e Twitter – mood positivo del 54% rispetto a quello invece incassato da Enrico Michetti, fermo al 45%

A Napoli, Gaetano Manfredi dal 1° settembre al 2 ottobre 2021 (il sabato prima del turno elettorale) ha incassato – sulle tre principali piattaforme: Facebook, Instagram e Twitter – un mood positivo del 72% rispetto a quello invece raccolto da Catello Maresca, fermo al 42%.

A Torino, Stefano Lo Russo dal 1° settembre al 16 ottobre 2021 (il sabato prima del turno elettorale) ha incassato – sulle tre principali piattaforme: Facebook, Instagram e Twitter – mood positivo del 61% rispetto a quello invece incassato da Paolo Damilano, che si ferma al 57%

Anche con il turno elettorale di domenica scorsa, 26 giugno, la capacità predittiva del mood ha confermato come per le elezioni amministrative, dove la presenza di candidati “georeferenziabili” riesce a superare alcuni limiti metodologici, è possibile guardare con attenzione anche all’atteggiamento con il quale il cittadino digitale decide di relazionarsi a un contenuto politico-elettorale.

Partiamo da Verona, visto anche il valore mediatico e politico, che ha assunto la competizione elettorale a livello nazionale. Damiano Tommasi dal 1° maggio al 25 giugno 2022 (il sabato prima del turno elettorale) ha incassato – in Rete – un mood positivo del 56% rispetto a quello di Federico Sboarina, fermo al 53%.

A Catanzaro, invece, il neo eletto sindaco Nicola Fiorita ha incassato un mood positivo del 62,46%, mezzo punto al di sotto del valore ottenuto invece in Rete suo competitor che si è preso il 62.95%. Ma, Fiorita a differenza di Donato riesce a coinvolgere maggiormente gli utenti con un engagement tre volte superiore a quello del suo avversario.

A Parma, Michele Guerra conferma già il dato emerso in modo chiaro nel primo turno di votazione. A fine periodo, infatti il mood positivo è del 62% e di ben 14 punti percentuali più ampio di quello invece registrato sulla keyword “Pietro Vignali” che tocca solo quota 48%.

Sempre restando in Emilia Romagna, ma spostandoci da Parma a Piacenza dove c’è stata una sfida tutta al femminile, è il neo sindaco Katia Tarasconi a mettersi con il 64% di mood positivo una spanna sopra Patrizia Barbieri, ferma al 60%.

A Monza, Paolo Pilotto eletto sindaco al ballottaggio ha incassato un mood positivo del 69%, rispetto al 64% ottenuto invece da Dario Allevi.

L’unica eccezione in questa corrispondenza ampia tra i dati delle urne e la quota di maggior gradimento manifestato dai cittadini nelle loro dimensioni digitali nei confronti del candidato eletto sindaco, è rappresentato da quanto è successo a Como. Qui, al ballottaggio non senza sorprese si sono contesti la fascia tricolore Barbara Minghetti – candidata del centrosinistra – e Alessandro Rapinese, outsider civico alla sua terza candidatura consecutiva a sindaco, dopo quelle del 2012 (dove raccolte il 9,83%) e del 2017 (quando invece ottenne il 22,53%). A leggere gli analitycs, dal numero delle menzioni al mood e passando alla polarizzazione dell’engagement, Rapinese è stato sempre dietro la Minghetti. Ma, Como a dispetto delle altre realtà, è diventata una eccezione che l’algoritmo non poteva “leggere” criticamente proprio perché la variabile Rapinese – civico, alla terza candidatura da sindaco indipendente, consigliere comunale negli ultimi 13 anni – ha coniugato alla perfezione il Territorio con la Rete.

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