L’azienda friulana produttrice di droni dà notizia dell’archiviazione del procedimento per la sanzione pecuniaria per la mancata notifica della cessione del 75% delle quote una società di Hong Kong controllata da due gruppi statuali cinesi. A marzo Palazzo Chigi aveva annullato l’operazione

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha archiviato il procedimento per l’eventuale sanzione pecuniaria per la mancata notifica della operazione di cessione della quota di maggioranza del capitale di Alpi Aviation s.r.l. a Mars (HK). La decisione è stata assunta con un decreto del 26 luglio. A darne notizia è Alpi Aviation, azienda friulana produttrice di droni, aeromobili e veicoli spaziali di cui il governo Draghi ha annullato la vendita a Mars, società controllata a sua volta da due gruppi statuali cinesi. Infatti, con un precedente decreto dell’11 marzo 2022 il presidente del Consiglio aveva esercito i poteri previsti dalla normativa Golden power annullando la vendita per omessa notifica e chiamando la società a ripristinare a proprie spese la situazione ex ante all’operazione.

Nel decreto del 26 luglio, si legge nel comunicato stampa, si riconosce che l’omessa notifica può essere ricondotta a un errore incolpevole delle società sulla valenza strategica degli attivi detenuti da Alpi Aviation che, sotto un profilo soggettivo, potevano prestarsi a una lettura non univoca, con particolare riguardo al loro utilizzo in un contesto netcentrico. Ma lo stesso decreto dà atto che invece, a giudizio del ministero della Difesa, i sistemi mini UAV “medium range” Strix nella versione DF prodotti da Alpi Aviation rientrano tra le attività di rilevanza strategica e strategiche chiave nei settori della difesa e della sicurezza nazionale.

Alpi Aviation, che ha in corso la fornitura a Leonardo di un lotto di Strix-DF, esprime soddisfazione per la positiva conclusione del procedimento basata sul riconoscimento della sua buona fede, della qualità e dell’importanza dei suoi prodotti per il nostro Paese e di una gestione della società corretta e rispettosa degli interessi nazionali, conclude la nota.

L’attenzione sulla vicenda era stata globale. Ne aveva scritto anche il Wall Street Journal e, come dichiarato dal governo nella Relazione al Parlamento in materia di esercizio dei poteri speciali, la Commissione europea e uno Stato membro dell’Unione (la Danimarca) hanno manifestato “l’intenzione di formulare alcune richieste di informazioni supplementari, a cui la società notificante e la società acquirente (…)hanno fornito i chiarimenti richiesti”.

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