Il gruppo ha impresso una svolta nel voler perseguire un modello di relazioni industriali efficace come leva di sviluppo complessivo dell’azienda. Il punto di Guglielmo Gambardella, coordinatore Uilm Nazionale per il settore Aerospazio e Difesa

Con la riunione del 28 luglio scorso si sono conclusi gli incontri di informativa annuale delle cinque divisioni di Leonardo (Aerostrutture, Elicotteri, Velivoli, Elettronica, Cyber&Security) in cui sono state rappresentate le linee strategiche, andamento economico, mercati di riferimento volumi di attività, carichi di lavoro e organici.

Nelle riunioni dei singoli segmenti, è stato confermato il buon andamento complessivo del gruppo aerospaziale e delle diverse aree di business, in coerenza con le stime per l’anno in corso, ad eccezione della componente aeronautica civile che ancora risente dei ridotti volumi di domanda da parte dei principali operatori del mercato, in parte compensata dall’incremento di quella militare. In prospettiva, sono numerose le sfide che attendono la ex Finmeccanica, in particolare nel contesto europeo in cui potrà avere successo la capacità di saper competere con le giuste alleanze per poter cogliere le opportunità offerte dal fondo europea della Difesa (Edf) per la progettazione di nuovi programmi e prodotti.

Come sindacato riteniamo che il miglioramento della performance industriale del gruppo sia attribuibile anche ad un buon livello di relazioni industriali raggiunto, in particolare negli ultimi mesi, che ha consentito di individuare percorsi gestionali condivisi fra azienda e rappresentanti dei lavoratori sia per affrontare le criticità, come per la divisione Aerostrutture, ma anche per cogliere le opportunità di crescita industriale, come per la divisione Elettronica.

Con l’accordo raggiunto il 15 luglio scorso sulla “riorganizzazione della business unit della divisione elettronica” è stata confermata, ancora una volta, la piena validità ed applicazione delle regole previste dal sistema di Relazioni industriali del gruppo Leonardo. Il richiamato capitolo, inserito nella sezione prima del contratto integrativo aziendale sottoscritto il 21 maggio scorso fra Leonardo ed i metalmeccanici di Uil, Cgil e Cisl, continua a rappresentare l’elemento fulcro per il confronto partecipativo attraverso l’informazione alle organizzazioni sindacali e la negoziazione fra le stesse ed il management del gruppo aerospaziale italiano.

L’intesa raggiunta fra Leonardo e le organizzazioni sindacali Uilm Fiom e Fim “di ottimizzazione industriale per il consolidamento e la crescita della divisione elettronica” lo scorso 15 luglio ha visto le parti confrontarsi su un piano industriale finalizzato allo sviluppo delle attività, la crescita occupazionale e la creazione di 18 centri di eccellenza tecnologici e di prodotto.

Il piano quinquennale rappresentato da Leonardo prevede investimenti per 200 milioni di euro annui per lo sviluppo di programmi e prodotti, quali Tempest e mercato export, ulteriori 50 milioni investimenti sul footprint industriale in Italia in 3 anni, crescita occupazionale di circa 300 unità già nel 2022 ed ulteriori 500 unità complessive nell’arco della durata del piano. Precedentemente a quello di Elettronica, è stato sottoscritto un altro importante accordo, quello del 17 gennaio scorso “per la gestione degli effetti della contrazione del mercato civile sulla Divisione Aerostrutture”.

Il percorso negoziale durato circa sei mesi, interrotto da alcuni momenti di conflittualità, ha visto impegnati sindacato ed azienda in un confronto serrato su questioni industriali e sull’individuazione di strumenti non traumatici per la gestione delle insaturazioni. Il risultato di questo intenso lavoro è stato quello di condividere un piano industriale di rilancio, con investimenti di oltre 300 milioni di euro, mantenimento occupazionale e la conferma delle missioni produttive dei siti interessati. I frutti di questo accordo sono stati raccolti nei mesi successivi alla firma con l’acquisizione di innovativi programmi come quello di EuroMale, SkyDweller e Vertical VX4 che si andranno ad aggiungere a quelli già in essere con Boeing, Airbus e Atr.

Senza la svolta impressa dal gruppo Leonardo nel voler perseguire un modello di Relazioni industriali efficace come leva di sviluppo complessivo dell’azienda, forse questi importantissimi accordi, che hanno interessato e che coinvolgeranno oltre il 20 % dell’organico complessivo pari a 50 mila addetti, non sarebbero stati raggiunti. La scelta interna del Chief People&Organization Officer è andata proprio nella direzione sostenuta da sempre dalla Uilm che negli anni ha sollecitato il management di piazza Monte Grappa nel valorizzare le risorse interne, rispetto a quelle offerte dal mercato, per accrescere il senso di appartenenza all’azienda, un valore strategico che ha fatto grande questa eccellenza dell’industria italiana.

Un importante segnale anche per tutte le lavoratrici ed i lavoratori dell’ex Finmeccanica che negli anni hanno maturato importanti esperienze professionali e contribuito a far crescere l’azienda con la prospettiva ad ambire a ruoli di maggiore responsabilità. Crediamo che proseguire su questa strada non possa che portare vantaggi all’azienda ed ai suoi dipendenti. Come Uilm ci sentiamo impegnati a rafforzare questo modello ed estenderlo in altre realtà industriali del nostro sistema manufatturiero metalmeccanico.

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