Dal 25 al 27 agosto, a Jackson Hole, oltre duecento banchieri centrali ed economisti si riuniranno per il 45esimo seminario internazionale della Federal Reserve Bak of Kansas City e pochi giorni dopo , il 9 settembre, si riunisce il Consiglio della Banca centrale europea (Bce). Ecco perché importante secondo Giuseppe Pennisi

Inizia di nuovo il dibattito sulle politiche monetarie: dal 25 al 27 agosto, a Jackson Hole nelle montagne mozza fiato del Wyoming, oltre duecento banchieri centrali ed economisti si riuniranno per il 45esimo seminario internazionale della Federal Reserve Bak of Kansas City e pochi giorni dopo , il 9 settembre, si riunisce il Consiglio della Banca centrale europea (Bce).

I partecipanti al simposio includono importanti banchieri centrali, ministri dell’economia e delle finanze, accademici e operatori sui mercati finanziari di tutto il mondo. I partecipanti si riuniscono per discutere le questioni economiche, le implicazioni e le opzioni politiche relative all’argomento del simposio. Gli atti del simposio includono documenti, commenti e discussioni. Per promuovere la discussione aperta per cui il simposio è noto, i partecipanti vengono selezionati in base all’argomento di ogni anno con considerazione per la diversità nella regione, nel background e nell’industria. In un anno tipico partecipano circa 120 persone.

Una caratteristica chiave dell’evento è la discussione che si svolge tra i partecipanti. Dati i partecipanti e gli argomenti discussi, c’è un notevole interesse per il simposio. Tuttavia, per contribuire a promuovere la discussione aperta, la partecipazione all’evento è limitata. Allo stesso modo, sebbene la Banca riceva numerose richieste da parte dei media di tutto il mondo, la partecipazione della stampa è anche essa limitata a un gruppo selezionato per fornire trasparenza al simposio, ma senza influenzarne i lavori. Tutti i partecipanti, compresi i membri della stampa, pagano una retta al fine di coprire (almeno in parte) le spese dell’evento.

Il tema di quest’anno è “Reassessing Constraints on the Economy and Policy” (Riesaminare i vincoli su economia e politica). Il simposio intende esplorare l’emergere di vincoli economici durante la pandemia e come le considerazioni sulla politica dell’offerta sono tornate al centro della scena. Le strozzature e le carenze hanno limitato l’offerta economica anche se i livelli storici di accomodamento fiscale e monetario hanno portato a un’impennata della domanda, con conseguente squilibrio che ha spinto l’inflazione verso l’alto a livello globale. Inoltre, la straordinaria e spesso innovativa risposta politica globale alla pandemia invita a interrogarsi su quali determinanti vincolino la politica macroeconomica, come le preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale e le dimensioni dei bilanci delle banche centrali.

L’agenda completa sarà disponibile al sito kansascityfed.org alle 19:00 (ora di Jackson Hole) di giovedì 25 agosto. Venerdì 26 agosto alle 9:00, le osservazioni del presidente della Federal Reserve Jerome Powell saranno trasmesse in streaming sul canale YouTube della Fed di Kansas City. Documenti e altri materiali saranno pubblicati sul sito web della Fed di Kansas City così come saranno presentati durante l’evento. Mi è parso importante fornire queste informazioni “di servizio” in caso alcuni lettori vogliano collegarsi, in particolare al discorso di Jerome Powell che traccerà la politica monetaria americana per un “atterraggio morbido” dell’ondata inflazionistica. Politica che non potrà non influenzare le decisioni del Consiglio Bce circa dieci giorni dopo.

Mentre, come abbiamo visto su questa testata, negli Usa è in atto una ripresa consistente (520.000 nuovi posti di lavoro creati in luglio). Se i recenti dati e le analisi previsionali sono indicativi, la crescita nella zona euro sta, invece, per iniziare a perdere colpi. Il settore dei servizi, che si era ripreso da una frenata causato dalla pandemia, è alla fine della stagione turistica. Una grave crisi energetica ha probabilmente già mandato l’industria in recessione. La pubblicazione di martedì 30 agosto dei dati dell’indice dei responsabili degli acquisti delle grandi aziende aumenterà l’umore cupo che già si avverte in Europa. Un ulteriore declino sarebbe un mal di testa sia per i politici europei che per le autorità monetarie. I governi sono già sotto pressione per combattere l’impennata delle bollette energetiche con limiti di prezzo e trasferimenti a famiglie ed imprese. Un’economia più debole potrebbe prosciugare le entrate fiscali. Le aziende possono iniziare a chiedere anche tagli fiscali o compensazioni in contanti. La Bce sa che gli aumenti dei tassi di interesse, sebbene necessari per contenere l’inflazione, infliggeranno dolori economici. L’autunno del malcontento potrebbe essere quello di quest’anno.

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