Alta 2,06 metri, la giovane star della pallacanestro femminile americana ha vinto due medaglie d’oro nei Giochi olimpici e i campionati della WNBA e la Euroleague. Era in possesso di olio di cannabis per motivi medici, vietato in Russia, per cui è stata condannata a nove anni in una colonia penale. Per gli Usa è ingiustamente trattata come “merce di scambio politico”

Svolta, poco positiva, nel caso della star del basket americano, Brittney Griner. La giovane, arrestata a febbraio a Mosca, è stata condannata a nove anni in una colonia penale per avere introdotto droghe illegali in Russia. Era in possesso di olio di cannabis per motivi medici, quando si trovava all’aeroporto della capitale russa, e dovrà anche pagare una multa di 1 milione di rubli (circa 16.590 dollari).

Griner sostiene di non avere voluto infrangere la legge russa, ma la sentenza è stata durissima – quasi la pena massima per questo tipo di reato – e non ha tenuto conto delle spiegazioni della difesa. Secondo il quotidiano The New York Times, “il verdetto di colpevolezza, che la maggior parte degli esperti considera preordinato in un sistema legale in cui gli imputati vengono raramente assolti, lascia il destino di Griner soggetto a dispute diplomatiche tra Russia e Stati Uniti”.

Infatti, funzionari del governo americano sostengono che Griner è stata detenuta ingiustamente e che ora è trattenuta come “merce di scambio politico”. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha definito la sentenza “inaccettabile”, e ora deve scegliere se rimanere fermo sulla sua proposta di scambiare il trafficante d’armi Viktor Bout con Griner e un altro americano, Paul Whelan, o aprirsi ad altre possibilità.

“La Russia sta trattenendo Brittney ingiustamente – ha detto Biden -. È inaccettabile e chiedo alla Russia di rilasciarla immediatamente in modo che possa tornare da sua moglie, i suoi cari, gli amici e le compagne di squadra”.

Antony Blinken, segretario di Stato americano, ha ribadito che gli Usa perseguiranno l’ultima offerta della Russia per discutere a livello presidenziale la possibilità di scambio di prigionieri che porti al rilascio di Griner: “Abbiamo avanzato, come sapete, una proposta sostanziale su cui la Russia dovrebbe impegnarsi con noi. E quello che il ministro degli Esteri (russo) Lavrov ha detto stamattina e ha detto in pubblico è che sono pronti a impegnarsi attraverso i canali che abbiamo stabilito per fare proprio questo. E lo perseguiremo”.

Da Mosca però avvertono che non ci saranno negoziati attraverso la “diplomazia dei megafoni”. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha preferito non commentare l’eventualità di uno scambio, in particolare tra Griner e Viktor Bout: “Questi scambi non avverranno mai se cominciamo a parlare dei dettagli sulla stampa. Gli americani hanno già fatto un errore del genere, hanno deciso per qualche ragione di risolvere questi problemi attraverso il megafono. Questo non è il nostro metodo, per questo non ne parlerò”.

Ma chi è la giovane sportiva americana condannata e finita nel mezzo delle tensioni politiche tra Stati Uniti e Russia? Brittney Griner è alta 2,06 metri e pesa 93 chili. Calza 17 (taglia uomo) e le sue mani sono un po’ più grandi di quelle del campione di pallacanestro LeBron James, secondo la Bbc.

Se a 22 anni la ragazza non fosse diventata una star della Women’s National Basketball Association (WNBA) in America, probabilmente sarebbe oggi un agente di polizia, come il padre. Lui è il suo modello da seguire, come ha dichiarato più volte.

Nata a Houston, Texas, nel 1990, Brittney ha vinto una borsa di studio all’Università di Baylor come giocatrice di pallacanestro, portando la squadra a vincere il campionato nazionale. È conosciuta dai tifosi del Phoenix Mercury come BG ed è stata la prima giocatrice di pallacanestro a livello professionale a dichiarare la sua omosessualità, la prima atleta gay (uomo o donna) ad essere sponsorizzata dalla Nike. Ha vinto due medaglie d’oro nei Giochi olimpici e i campionati della WNBA e la Euroleague.

“Mentre sono seduta qui, in una prigione russa, sola con i miei pensieri e senza la protezione di mia moglie, famiglia, amici, maglietta olimpica o qualsiasi altro successo, sono terrorizzata di restare qui per sempre”, ha scritto Brittney al presidente Biden in una lettera. La sua agente, Lindsay Kagawa Colas, dopo la sentenza ha twittato: “Questo è un momento per la compassione e la comprensione condivise, per raggiungere un accordo. Fare tornare gli americani a casa sarà difficile ma è urgente ed è la cosa giusta”.

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