Il ministro per la Pubblica Amministrazione ha lasciato Forza Italia ma non si unisce ad Azione come hanno fatto le sue colleghe Carfagna e Gelmini. Con un messaggio su Facebook annuncia che porterà a termine il suo compito nel governo Draghi e parla dei suoi piani per il futuro: “Mi occuperò di più di Venezia, la mia città, e della mia famiglia: i grandi amori della mia vita”

Non penso che sia una cosa così importante, ma poiché in molti mi chiedono quale sarà il mio futuro, lo chiarisco una volta per tutte: resto dove sono, non vado da nessuna parte. Rimarrò fino alla fine a onorare con orgoglio il mio impegno da ministro del Governo Draghi, nel perimetro degli affari correnti, come richiesto dal presidente Mattarella, per portare a compimento i provvedimenti che necessitano di essere perfezionati.

Devo dire molti grazie.

Grazie innanzitutto a Mario Draghi, che mi ha voluto nella sua squadra e mi ha permesso di vivere l’esperienza straordinaria del suo Governo. Questi 18 mesi sono stati un sogno collettivo, la dimostrazione che l’Italia può fare l’Italia: seria, credibile, bellissima.

Grazie ai miei collaboratori, che hanno condiviso, instancabili, il mio sforzo di rendere il nostro Paese e la nostra Pubblica amministrazione più efficienti, più moderni e più giusti.

Ho dato tanto alla politica e tanto ho ricevuto. Nessun rammarico e nessun rimpianto, semmai un po’ di dolore.

Ai giovani della Next Generation Eu è giusto lasciare lo spazio e il protagonismo per coltivare, nelle forme nuove che si vanno delineando, i valori delle culture che fondano la ricchezza della civiltà europea: il liberalismo, il popolarismo e il socialismo riformista.

Rimango a disposizione del mio Paese, con le mie idee e con il mio lavoro. Mi occuperò di più di Venezia, la mia città, e della mia famiglia: i grandi amori della mia vita.

Auguri a tutte le forze in campo in questa competizione democratica. Non esprimo giudizi. Nessuna partigianeria, soltanto qualche auspicio. Che la politica possa tornare ad essere la nobile passione dei “liberi e forti”. Che la campagna elettorale si giochi sul confronto di visioni e di valori, su programmi verificabili e, soprattutto, sostenibili dal punto di vista economico e finanziario. Che il 25 settembre possa trionfare un unico vincitore: il bene del nostro Paese.

*Post apparso sulla pagina Facebook di Renato Brunetta

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