Figlio di contadini, vendeva polli per aiutare i genitori. Poi si è laureato in Botanica e Zoologia e ha fatto fortuna. Ma l’impegno politico l’ha sempre accompagnato, dai tempi dell’università. Storia, incarichi, successi e qualche scandalo del nuovo presidente del Kenya

Salvo colpi di scena all’ultimo momento, il vicepresidente del Kenya, William Ruto, si insedierà il prossimo 30 agosto come nuovo capo di Stato del Paese. Ha vinto le elezioni presidenziali del 9 agosto, raccogliendo il 50,5% dei voti.

A comunicarlo è stata la Commissione elettorale indipendente ieri sera, in un clima di alta tensione, tra pesanti accuse di brogli e irregolarità nel voto. Infatti, quattro dei sette membri della commissione si sono rifiutati di controfirmare l’annuncio dei risultati.

“È una serata magnifica. Tutto il potere sovrano appartiene al popolo del Kenya”, ha detto Ruto dopo l’annuncio della vittoria, sottovalutando al tempo stesso le denunce. Ruto ha aggiunto di voler essere “il presidente di tutti”, per un Paese che ha l’intenzione di “concentrarsi sul futuro […] A chi era contro di noi voglio dire che non ha nulla da temere. Non ci sarà vendetta. Non possiamo permetterci il lusso di guardare indietro”.

Mentre in alcune regioni del Kenya la vittoria di Ruto è stata accolta con giubilo, in altre ci sono state proteste. “Non possiamo prenderci la responsabilità dei risultati che verranno annunciati per la natura opaca di quest’ultima fase delle elezioni generali”, ha spiegato la vicepresidente della Commissione elettorale indipendente, Juliana Cherera. L’istanza per il ricorso del risultato deve essere presentata entro sette giorni.

Nato a Sugoi, nella contea di Uasin Gishu, William Samoei Ruto è nato nel 1966, tre anni dopo l’indipendenza del Kenya dalla Gran Bretagna. Oggi gode di un importante patrimonio economico che si è fatto da sé. Durante la campagna elettorale ha raccontato di essere andato a scuola senza scarpe. Figlio di una famiglia di contadini, aiutava i genitori vendendo polli.

Secondo il sito africano Cgtn, ha frequentato la Kamagut Primary, la Wareng Secondary School e la Kapsabet Boys High School. Successivamente è entrato a far parte dell’Università di Nairobi, dove si è laureato in Botanica e Zoologia nel 1990. Anni dopo ha ottenuto la laurea magistrale in Ecologia vegetale e nel 2012 si è iscritto ad un dottorato di ricerca.

Ma Ruto, in realtà, è un animale politico. Era ancora all’Università di Nairobi quando ha cominciato a guidare un gruppo cristiano che chiamò l’attenzione dell’allora presidente del Kenya, Daniel Arap Moi, suo mentore politico.

Ruto è stato assunto come insegnante nella regione del North Rift in Kenya, dove è stato anche il leader del coro locale dell’African Inland Church (AIC). In questo ruolo ha affinato la sua abilità di mobilitare le masse, che poi l’ha aiutato a conquistare un seggio in Parlamento. Faceva parte del gruppo della campagna Youth for Kanu ‘92 (YK92), nel 1992, appunto, e aiutò a fare pressione per dare un altro mandato a Moi.

Come tesoriere di YK92, la sua influenza crebbe, fino a portare il suo nome al Parlamento per Eldoret North nel 1997. Ruto è stato anche assistente del ministro degli Interni e segretario del partito Unione Nazionale Africana del Kenya (Kanu). Nel 2010 è stato sospeso come ministro per l’Istruzione superiore per l’accusa di avere ricevuto denaro per la vendita illegale di terreni forestali dello Stato. Tuttavia, è stato assolto dalla Commissione anticorruzione del Kenya per mancanza di prove.

La missione di Ruto alla presidenza non sarà semplice. Il Kenya è considerata la nazione più democratica della zona orienta dell’Africa e un motore per l’economia della regione. La pandemia e l’aumento dei prezzi e del combustibile (conseguenza della guerra in Ucraina) hanno scatenato però lo scontento sociale e una profonda crisi economica. Il Paese vive la più grave siccità degli ultimi 40 anni, costringendo circa 4,1 milioni di persone a dipendere dagli aiuti umanitari. La crescita, secondo la Banca Mondiale, cadrà del 7,5%, per cui Ruto avrà la sfida di risollevare l’economia in un ambiente dove la corruzione e il blocco di progetti di investimento sono il pane quotidiano.

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