Nonostante le sanzioni, i brillanti russi sono di nuovo sul mercato. Solo questo mese, il colosso Alrosa ha venduto circa 250 milioni di dollari di preziosi, e c’entra, molto, l’India…

I timori nel mercato mondiale di diamanti sembrano essere superati. I brillanti russi sono tornati e, nonostante le sanzioni internazionali, il conglomerato russo di società minerarie di diamanti specializzate in estrazione e vendita di diamanti sta di nuovo battendo cassa.

Secondo l’agenzia Bloomberg, le esportazioni sono al di sopra dei livelli registrati prima della guerra in Ucraina. Alrosa fornisce circa un terzo del totale globale di diamanti grezzi, un’industria oltre 80 miliardi di dollari. Di fatto, Alrosa è di fatto controllata dallo Stato russo, giacché il governo possiede il 33% della società e un altro 25% è a nome delle autorità locali.

Le sanzioni imposte contro la Russia hanno gettato nel panico il settore. Tagliatori, lucidatori e commercianti cercavano in tutti modi di continuare ad acquistare i diamanti russi, ma le loro banche non potevano fare i pagamenti. La mancanza di queste pietre preziose ha fatto schizzare i prezzi, specialmente le più piccole e a prezzi abbordabili, che sono proprio la specialità di Alrosa.

Dopo mesi, la situazione sembra tornare alla normalità. Alrosa vende di nuovo diamanti per più di 250 milioni di dollari al mese, dopo avere venduto tra 50 e 100 milioni di dollari prima dell’invasione russa in Ucraina.

Per Bloomberg, le vendite sono iniziate quando alcune banche indiane si sono sentite più a loro agio nell’agevolare transazioni in valute diverse dal dollaro americano: “La maggior parte delle pietre russe andrà a produttori in India, il più grande tra i numerosi poli industriali, dove centinaia di aziende familiari lavorano con pietre grezze fino a quando non sono finite come prodotti finiti, pronti per essere utilizzati in orecchini e anelli di fidanzamento”. Infatti, Alrosa ha venduto diamanti ad acquirenti in India e in Europa, principalmente in cambio di rupie.

Compratori e rivenditori di gioielli indiani e belgi provenienti da mercati mediorientali e cinesi sono rimasti interessati all’acquisto di diamanti russi e cercano soluzioni alternative alle sanzioni per i pagamenti.

Al momento non ci sono indizi che siano state violate leggi o limitazioni. Tuttavia, le transazioni vengono fatte in silenzio, anche secondo gli standard sempre discreti del mondo dei diamanti. Alrosa ha smesso di pubblicare qualsiasi informazione sulle sue vendite o sull’andamento finanziario.

“Il ritorno di una delle principali fonti mondiali di pietre preziose sarà un sollievo per i produttori e i commercianti – scrive Bloomberg -. I prezzi dei diamanti grezzi stavano già mostrando segni di rallentamento in risposta al peggioramento delle prospettive economiche e l’aumento dell’offerta aggiunge ulteriore debolezza”.

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