Il comportamento della Prima ministra Sanna Marin nella vita privata va tutelato. Tuttavia, questo esso evidenzia alcune contraddizioni che dovrebbero spingere i cittadini finlandesi a chiederne il superamento. Il commento di Pietro Paganini

La Prima Ministra finlandese ha il diritto di fare ciò che vuole. Il Suo comportamento nella vita privata va tutelato. Tuttavia, questo comportamento evidenzia alcune contraddizioni che dovrebbero spingere i cittadini finlandesi a chiederne il superamento.
L’operato di chi ci governa va giudicato per quello che fa nell’interesse della comunità che li ha eletti o selezionati per governare lo Stato e gestire la cosa pubblica. Quello che fanno nel proprio tempo libero, se rispettoso della legge, non dovrebbe preoccuparci. Questo atteggiamento autenticamente Liberale è solidamente connaturato nella cultura dei paesi scandinavi (Danimarca, Norvegia, e Svezia) e più in generale nelle regioni del Nord Europa (cui la Finlandia appartiene). Lo è perché alle responsabilità di ciascuno, anche dei governanti, non è associata alcuna morale prestabilita su come ci si dovrebbe comportare. Lo è inoltre, perché governanti e politici non godono di alcuna superiorità (morale) rispetto ai quali gli altri cittadini sono subalterni. È molto diverso nei paesi dell’Europa centrale e in particolare in quelli del Sud Europa a vocazione cattolica dove i governanti si sono sempre attribuiti un ruolo morale e superiore. Da qui l’aspettativa, quasi sempre tradita (homo homini lupus), di comportamenti integerrimi rispetto alle regole (morali) imposte.

Non commettiamo l’errore di cadere nella trappola di chi si appella a questioni morali (i conservatori o, tra i non fautori della libertà, gli amici di Putin) o di chi la difende invocando il diritto alla gioia e la leggerezza di una donna con gli attributi che governa un paese (femministe, psichiatri, e sostenitori dell’Atlantismo acritico). Il video che immortale le gioie alcoliche di un gruppo di influenti finlandesi tra cui la Prima Ministra, stimola alcune argomentazioni di principio molte serie.

(i) Lo scandalo non è legato alla spensieratezza delle danze sfrenate, ma al fatto che nelle sguaiate conversazioni tra brilli si farebbe (il finlandese è una lingua difficilmente comprensibile) riferimento all’uso di droghe. Nei media italiani questo dettaglio è stato, naturalmente, annacquato. Rispetto al riferimento alle droghe la Prima Ministra ha il dovere di rispondere ai cittadini finlandesi. Se è pulita come certamente sarà, la polemica, almeno su questo punto, muore.

(ii) Infatti, in un contesto come quello attuale la Marin dovrebbe mostrarsi meno ingenua o più attenta e considerare il rischio di ingerenze estere o anche interne. Non è giusto, ma questa è la vita, e l’incarico di Prima Ministra impone, purtroppo, alcune rinunce. Questa poca attenzione dovrebbe sollevare qualche dubbio sulla sua capacità di governare gestendo anche le ingerenze estere in un momento molto delicato. Va da se che, mala tempora, che un Primo Ministro ha il dovere di essere costantemente reperibile e capace di compiere scelte sagge oltre che sobrie. Questo argomento non piace agli europei ma è sacro per gli americani, per esempio.

(iii) Chi di spada ferisce di spada perisce. La tenacia con cui nei paesi del Nord tutelano la privacy e quindi la libertà individuale, dovrebbe valere anche per chi non appartiene al modello nordico. Altrimenti saremmo di fronte a una contraddizione. E infatti, questa è un’ipocrisia. Nordici e scandinavi accusano e deridono noi Sud europei per il comportamento privato dei nostri rappresentanti. Quello che il già Primo Ministro Berlusconi faceva nel privato pertiene alla sua Libertà finché non ha infranto alcuna regola. Eppure, i nordici, tra cui il partito della Marin, continuano a considerarci il paese del Bunga Bunga e dei soliti stupidi stereotipi.

Non è finita qui. La decantata gioia con cui scorre l’alcol tra una danza e l’altra ci pone un altro problema, ben più serio. La Finlandia, con la Svezia, continuano a infrangere le regole del libero commercio e del libero mercato. L’alcol consumato dalla Prima Ministra, a meno che illegale (cosa piuttosto diffusa nel Nord Europa), è venduto esclusivamente dallo Stato che oltre a stabilire gli orari in cui si può comprare, monitora il comportamento dei cittadini, cioè sa più o meno quanto ciascuno compra (e beve). La felicità con cui i conviviali della Prima Ministra saltellano e consumano alcolici ci dimostra che le ragioni di questo paternalismo pubblico non hanno senso e sono una negazione della Libertà. Se fosse coerente, la Prima Ministra e i suoi associati alla festa, dovrebbero fare in modo che almeno in Finlandia prima che in Svezia, questa farsa per moderare l’uso di alcolici finisca presto. Evviva le danze, evviva il libero commercio.

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