La leader di FdI si oppone veementemente alla vendita di Ita Airways perché la privatizzazione non rientrerebbe tra gli affari correnti e comunque bisogna riconsiderare il tutto. Dal punto di vista formale l’obiezione della Meloni è infondata. Ma non è tutto… L’opinione di Alessandro De Nicola, presidente Adam Smith Society

Il premier Mario Draghi sembra determinato a procedere con la procedura per la privatizzazione di ITA, individuando definitivamente l’acquirente. La parte finale della trattativa (il preliminare di vendita) è possibile ricada nelle mani del prossimo governo.

Cosa fa il candidato premier Giorgia Meloni? Si oppone veementemente perché la privatizzazione non rientrerebbe tra gli affari correnti e comunque bisogna riconsiderare il tutto.

Ora, dal punto di vista formale l’obiezione della Meloni è infondata: basta venga chiesto un parere al Consiglio di Stato e ci si mette il cuore in pace.

Sulla sostanza è uno scandalo che si possa ipotizzare che una compagnia aerea che ha perso nel corso degli anni 11 miliardi, ha regalato intollerabili privilegi ai suoi dipendenti rispetto ad altri lavoratori di settori in crisi, ha goduto per anni di rendite di monopolio e nonostante tutti i soldi investiti è adesso ridotta ai minimi termini, possa rimanere tra gli artigli dei politici e sulle spalle del contribuente. Non c’è più spazio per l’Aviazione Legionaria.

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