Il governo delle isole del Pacifico del Sud ha inviato la comunicazione agli Stati Uniti con la misura, che sarà eseguita temporaneamente, di divieto di arrivo delle navi militari straniere. L’accordo con Pechino e l’interesse di sorvegliare la zona economica

Chiusura dei porti alle navi militari straniere nelle Isole Salomone. Il governo delle isole del Pacifico del Sud ha inviato la comunicazione agli Stati Uniti con la misura, che sarà eseguita temporaneamente. A motivarla è stato un incidente accaduto la scorsa settimana, quando una nave della Guardia costiera americana, la Oliver Henry, e una nave della Royal Navy, la HMS Spey, non hanno ricevuto risposta dalle autorità di Honiara alla richiesta di autorizzazione per un attracco di routine per attività di rifornimento. Un episodio “spiacevole”, secondo le dichiarazioni del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Manasseh Sogavare, primo ministro delle Isole Salomone, ha dichiarato: “Abbiamo chiesto ai nostri partner di darci il tempo di rivedere e mettere in atto i nostri nuovi processi, prima di inviare ulteriori richieste per l’ingresso di navi militari nel Paese. Le limitazioni si applicheranno universalmente a tutte le navi militari in visita”. La sospensione delle visite alle navi militari sarà revocata quando sarà in atto un nuovo processo.

Le Isole Salomone hanno avuto “sfortunate esperienze di navi militari straniere che sono entrate nelle acque del Paese nel corso dell’anno senza il nulla osta diplomatico concess, si legge nel comunicato ufficiale. Secondo l’agenzia Reuters, c’è anche un tentativo di sorvegliare meglio le zone economiche esclusive.

L’ambasciata statunitense a Canberra aveva affermato che le Isole Salomone avevano notificato una moratoria sulle navi della marina che entravano nei suoi porti: “Il 29 agosto, gli Stati Uniti hanno ricevuto una notifica formale dal governo delle Isole Salomone in merito a una moratoria su tutte le visite navali, in attesa di aggiornamenti sulle procedure del protocollo”.

In questo momento, tra Stati Uniti e le Isole Salomone c’è molta tensione, a causa del patto di sicurezza che il governo di Honiara ha firmato con la Cina la scorsa primavera, nonostante le proteste degli Stati Uniti e di altri Paesi dell’area come Australia e Giappone.

Pechino e Honiara hanno affermato che non ci sarà una base militare cinese, sebbene una bozza trapelata si riferisca alle navi militari cinesi che si riforniscono nell’arcipelago strategicamente posizionato.

Sulla vicenda, John Kirby, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, ha spiegato che è deplorevole che “abbiamo visto i cinesi cercare di intimidire e costringere le nazioni in tutto l’Indo-Pacifico a eseguire i loro ordini e a servire ciò che credono siano i loro interessi egoistici di sicurezza nazionale, piuttosto che gli interessi più ampi di un Indo-Pacifico libero e aperto”.

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