Proprietà, controllo dei trust, denaro, successioni contestate e lotta per la corona. In Sudafrica va in scena una trama degna di Shakespeare. Chi è Misuzulu e perché in molti si oppongono al suo essere il re di uno dei più grandi gruppi etnici africani

Se ne parla da mesi, ma recentemente sono aumentate le tensioni per la successione degli zulù, il gruppo etnico di circa 11 milioni di persone che si trova principalmente nella provincia di KwaZulu-Natal in Sudafrica.

La vicenda ha tutti gli ingredienti di un dramma shakespeariano. In scena ci sono grandi proprietà, denaro, sospetti di avvelenamento e l’ambizione di proclamare il nuovo re. Tutto è cominciato il 30 aprile del 2021, quando è morta la regina Shiyiwe Mantfombi Dlamini all’età di 65 anni. Da solo un mese guidava gli zulù, in seguito alla morte del padre a metà marzo. Goodwill Zwelithini era stato re per quasi mezzo secolo, tra critiche e polemiche. Aveva sei mogli e 28 figli.

Dopo la morte, suo successore è stato nominato il primogenito Misuzulu Zulu, ma nel testamento Goodwill Zwelithini aveva nominato regina reggente la terza moglie, Shiyiwe Mantfombi Dlamini. L’annuncio ha scatenato proteste, tanto che membri della famiglia zulù hanno dovuto scappare dal Palazzo Reale scortati da agenti di sicurezza armati.

La prima moglie del re ha chiesto al tribunale di essere considerata l’unica moglie, allegando violazioni alla legislazione civile nazionale del marito defunto. E anche le loro figlie, le principesse Ntandoyenkosi Zulu e Ntombizosuthu Zulu-Duma, contestano il testamento del padre perché sarebbe falsificato. Alcune indiscrezioni, svelate dalla stampa sudafricana, sostengono che Shiyiwe Mantfombi Dlamini è stata avvelenata proprio per la lotta di potere tra i reali.

In gioco non c’è poco: la famiglia ha grandi proprietà, tra cui il controllo dell’Ingonyama Trust, con circa il 32% delle terre per coltivazioni della provincia, un budget di 3,9 milioni di dollari all’anno che il governo stanzia per la famiglia reale, nonché la corona e la guida morale del popolo zulù.

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha riconosciuto ufficialmente Misuzulu come il prossimo re degli zulù, ma la nomina è fortemente contestata. Secondo il New York Times, è considerato da molti (anche all’interno della famiglia) un playboy sconsiderato e incapace di portare la corona.

“Questo romanzo di successione è diventato più complicato per l’usanza zulù della poligamia – si legge sul NYT – e dalla tradizione consolidata di trasmettere la corona oralmente, senza un documento formale. Queste transizioni hanno spesso causato conflitti”.

C’è chi sostiene che Shiyiwe Mantfombi Dlamini aveva tutte le credenziali per essere la regina. Suo padre era il re Sobhuza II di Eswatini (ex Swaziland), morto nel 1982, e suo fratello è Mswati III, l’ultimo monarca assoluto dell’Africa. “Il loro status reale significa che i loro discendenti hanno la precedenza nella linea di successione, secondo i sostenitori di Misuzulu. E poiché Misuzulu è il suo figlio maggiore, è l’erede”, si legge sul New York Times.

Nato a KwaZulu-Natal, Misuzulu si è trasferito in Eswatini all’età di 5 anni. È tornato in Sudafrica a 11 anni, dove ha completato la scuola superiore in un’istituzione privata d’élite. Successivamente, ha frequentato un’università americana grazie ad una borsa di studio della famiglia reale dello Swaziland. Ha vissuto a Evansville, Indiana e Vincennes, per laurearsi finalmente a Jacksonville, in Florida, in Commercio internazionale. Tornato in Sudafrica, si è occupato degli affari della famiglia.

Un articolo della City Press afferma che Misuzulu ha problemi di alcolismo e ha figli con due cugine e una delle cameriere di famiglia. Su questo il potenziale erede degli zulù ha detto che sì, è vero che ha un figlio con una donna a cui hanno dato un impiego come domestica, ma che quando fa festa non esagera con i drink.

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