Alla vigilia del discorso sullo Stato dell’Unione, tre commissari ribadiscono l’impegno europeo per un’assistenza di qualità, accessibile e a prezzi abbordabili. Uno degli obiettivi è che almeno il 50% dei bambini sotto i tre anni sia inserito nell’istruzione e nell’assistenza. In Italia il tasso di iscrizione è al 26%. Nell’Ue oltre 9,1 milioni di persone (di cui il 90% donne) lavorano nel settore

Mancano pochi giorni al discorso della Presidente della Commissione sullo stato dell’Unione ed è bene ricordare un impegno importante menzionato in quello dell’anno scorso: una strategia europea per l’assistenza perché ciascun uomo e ciascuna donna possa beneficiare della migliore assistenza possibile e trovare il miglior equilibrio di vita. Tutti un giorno o l’altro dovremo prestare o ricevere assistenza; secondo le stime un europeo su tre deve farsi carico di responsabilità di accudimento, e lavorano nel settore più di 9,1 milioni di persone, per lo più donne.

L’Unione europea si adopera per creare una società in cui tutti, giovani e anziani, indipendentemente dalle capacità fisiche, abbiano pari opportunità di arrivare ai traguardi che si pongono. È quindi importante che l’assistenza, sia professionale che informale, sia riconosciuta al giusto valore e che tutti possano accedere a servizi di qualità nel settore.

Un’assistenza di qualità, accessibile e a prezzi abbordabili apre maggiormente alle donne il mercato del lavoro e ne rafforza la capacità di restarvi per seguire il percorso professionale che desiderano. Oggi nell’UE circa 7,7 milioni di donne (contro 450 000 uomini) sono tagliate fuori dal lavoro perché su di loro gravano responsabilità di assistenza informale. Donne e uomini indifferentemente devono davvero poter scegliere quando cercano di conciliare obblighi privati e professionali. Investire nell’assistenza, che sia all’infanzia o a lungo termine, vuol dire quindi investire nella parità di genere.

L’assistenza di qualità è un bisogno che ci accompagna tutta la vita: l’accesso all’accudimento e all’istruzione sin dalla prima infanzia offre al bambino condizioni di partenza eque e uno sviluppo migliore che contribuisce a ridurre il rischio di esclusione sociale in seguito. Un’assistenza che meglio si attagli alle esigenze delle famiglie che hanno figli con disabilità le solleva di una responsabilità che oggi, nel 50 % dei casi, grava tutta sulle spalle dei genitori.

Con la nuova strategia europea per l’assistenza presentata il 7 settembre, la Commissione propone di rivedere gli obiettivi di Barcellona sull’assistenza all’infanzia in modo che almeno il 50 % (rispetto all’attuale obiettivo del 33 %) dei bambini di età inferiore ai tre anni sia inserito nell’istruzione e nell’assistenza della prima infanzia. In Italia il tasso di iscrizione è pari al 26%. Negli ultimi 20 anni sono stati compiuti progressi a livello unionale, con tuttavia differenze forti tra gli Stati membri, con percentuali che spaziano dal 6% al 66%. I traguardi nuovi, ambiziosi ma realistici, indicano la volontà di vedere progressi effettivi in tutti gli Stati membri e in tutte le regioni.

La strategia europea formula raccomandazioni concrete per migliorare l’assistenza a lungo termine: la pandemia di COVID-19 ha messo in luce la necessità di un sistema più resiliente.

Nella rilevante transizione demografica che l’Europa attraversa, caratterizzata fra l’altro dall’invecchiamento della popolazione, ci si attende un aumento delle persone potenzialmente bisognose di assistenza a lungo termine, dai circa 30 milioni del 2019 a quasi 40 milioni nel 2050. Circa 52 milioni di europei prestano assistenza informale a lungo termine a familiari o amici.

Un’assistenza a lungo termine di qualità a prezzi accessibili aiuta gli anziani e le persone con disabilità a mantenere l’autonomia e a vivere dignitosamente; l’approccio della strategia mette la persona al centro e punta quindi ad offrire una scelta di servizi commisurata alle esigenze di ciascuno. Vogliamo che gli Stati membri aumentino la disponibilità e la varietà dei servizi professionali di assistenza a lungo termine a domicilio, di prossimità e residenziali, che, se ben integrati con l’assistenza sanitaria, aiuteranno a sgravare gli ospedali e le altre strutture sanitarie.

Occorre affrontare alla radice il problema delle gravi carenze di manodopera nel settore dell’assistenza offrendo condizioni migliori di lavoro, salari più consistenti, formazione più mirata. Nell’UE oltre 9,1 milioni di persone (di cui il 90% donne) lavorano attualmente nel settore; entro il 2050 saranno necessari almeno 1,6 milioni di operatori in più solo per mantenere lo stesso livello di copertura dell’assistenza a lungo termine – che sappiamo però non essere sempre sufficiente.

Per diventare una società paritaria ed equa dobbiamo cambiare marcia e offrire ai cittadini le opzioni giuste che permettano di conciliare obblighi professionali e familiari: ogni bambino deve poter accedere ad un’assistenza di qualità; ogni anziano, ogni persona con disabilità deve ricevere un sostegno adeguato e servizi di qualità; ogni operatore nel settore dell’assistenza deve veder riconosciuto il valore della sua professione.

Offriamo ai cittadini una scelta di qualità per un futuro di qualità! L’assistenza è un investimento ad alto rendimento: è ora di curarsi di chi si cura di noi.

Dubravka Šuica, Vicepresidente della Commissione europea per la Democrazia e la demografia

Nicolas Schmit, Commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali

Helena Dalli, Commissaria europea per l’Uguaglianza

 

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