Più di 21 milioni di cittadini sono confinati in casa per un nuovo focolaio. È il lockdown più importante dopo quello di Shanghai. La pressione del vertice del Partito Comunista, a favore della linea di Xi Jinping

Continua la rigida politica zero Covid in Cina. Nonostante l’alto prezzo economico da pagare, le autorità di Pechino insistono nel controllo totale del virus. L’ultima misura è l’imposizione di un nuovo lockdown, per gli oltre 21.000 cittadini nella città di Chengdu, capoluogo della provincia sud-occidentale del Sichuan.

Il confinamento è stato disposto dopo l’individuazione di 153 nuove casi positivi, che portano a oltre 900 il numero di contagi complessivamente rilevati in città dalla metà di agosto.

Fino al 4 settembre, gli abitanti di Chengdu dovranno partecipare al test di massa per la diagnosi del Covid, mentre la circolazione sarà limitata a un solo componente per nucleo familiare, finché è in vigore il lockdown. Saranno chiuse tutte le attività commerciali, tranne supermercati, farmacie e ospedali. Anche il servizio di delivery dei ristoranti è sospeso.

La chiusura di Chengdu, annunciata poche ore prima dell’entrata in vigore, provocò acquisti nervosi in tutta la città. Sui social network sono apparse foto di gente che riempiva la macchina di cibo, con addirittura polli legati sul tetto.

Un utente di WeChat ha pubblicato un messaggio in cui anticipava l’imposizione del lockdown. Il post è diventato virale e ha provocato l’arresto di quella persona, di cognome She, con l’accusa di aver scritto “commenti provocatori”. Dovrà restare in carcere 15 giorni e pagare 1000 yuan di multa per aver cercato “litigi e causato problemi”.

Il confinamento di Chengdu è il più significativo della Cina, da quando Shanghai, centro finanziario del Paese con 25 milioni di persone, è stato confinato per due mesi, da aprile a giugno. A Shanghai c’erano migliaia di casi positivi al giorno, mentre a Chengdu ce ne sono solo 156.

Secondo l’emittente Cnn, il governo cinese ha aumentato la pressione sulla politica zero Covid in vista della riunione del Partito Comunista, prevista per il 16 ottobre: “La misura ha lasciato intendere fino a dove è disposto ad arrivare il Paese per adeguarsi all’interpretazione di tolleranza zero del leader Xi Jinping, con la chiusura della mega città dopo la denuncia di più di 700 casi la scorsa settimana”.

Molti cinesi che non sono soddisfatti dalla gestione della pandemia, sperano in un allentamento delle restrizioni dopo il vertice del Partito Comunista, anche se il governo non ha anticipato nessun cambiamento nella loro politica contro il Covid.

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