Sarà il generale Claudio Graziano, attuale numero uno di Fincantieri, a diventare presidente di Assonave, l’Associazione che rappresenta l’industria navalmeccanica nazionale, succedendo all’ambasciatore Vincenzo Petrone. Tutti i dettagli…

Cambio al vertice di Assonave. Si è tenuta a Roma l’Assemblea degli associati e degli aggregati dell’Associazione che rappresenta l’industria navalmeccanica nazionale, Assonave, durante cui il generale Claudio Graziano, attuale presidente di Fincantieri, è stato eletto presidente per il triennio 2022-2025. Pronto a prendere il timone dell’associazione succedendo all’ambasciatore Vincenzo Petrone. Il comparto navalmeccanico europeo, a causa degli effetti della pandemia e delle conseguenze della guerra in Ucraina, che influiscono sulla supply chain e sulla reperibilità delle materie prime, sta affrontato un periodo complicato e punta alla ripartenza e alla sostenibilità. L’International maritime organization e la Commissione europea hanno infatti stabilito dei target di emissioni che il settore navale dovrà raggiungere entro il 2050, per venire in contro ai quali sarà necessaria una quasi integrale sostituzione dell’attuale flotta mondiale, il cui valore complessivo stimabile a costi attuali può superare i 3mila miliardi di dollari. L’obiettivo è farsi trovare pronti.

Il nuovo presidente

Il generale Graziano, già capo di Stato maggiore dell’Esercito e della Difesa, vanta alle sue spalle una lunga carriera nel settore della Difesa che lo ha visto presidente del Comitato militare dell’Unione europea da fine 2018 a maggio 2022, prima di essere eletto presidente di Fincantieri e Assonave. “È con grande senso di responsabilità che assumo la presidenza di Assonave, un’associazione che, seppur con le attuali dimensioni ridotte, riveste un’altissima importanza strategica in quanto è stata, e continuerà ad essere sotto la mia Presidenza, un importante strumento volto a massimizzare la competitività del settore navalmeccanico”, ha raccontato Graziano a margine dell’Assemblea, dopo aver ringraziato la precedente gestione di Petrone. Un obiettivo il cui raggiungimento si deve fondare, a detta del generale, “su un costante e necessario rafforzamento della filiera nazionale nonché sull’elaborazione e l’implementazione di una nuova politica industriale europea di settore, a cui siamo pronti a dare il nostro contributo, di concerto con le altre associazioni navalmeccaniche Europee, e prestando adeguata attenzione al settore dell’Economia del mare”.

Un mercato in crescita e le difficoltà europee

I lavori dell’Assemblea hanno confermato le difficoltà in cui vessa il settore navalmeccanico europeo, così come emerse già l’anno scorso. Nonostante il mercato mondiale veda un trend di crescita, merito soprattutto dal grande aumento di ordini per portacontainer e gasiere. Le problematicità del Vecchio continente sono sicuramente influenzate in gran parte dagli impatti che la pandemia ha avuto in particolare sulle navi da crociera, che rappresentano infatti più dell’80% del valore del portafoglio ordini Europeo. Inoltre, la guerra di invasione mossa dalla Russia ai danni dell’Ucraina ha comportato non poche problematicità in riferimento alla supply chain e a al reperimento delle materie prime fondamentali per il settore navalmeccanico, quali il ferro. A ciò si sono aggiunti anche gli aumenti del prezzo dell’energia, del gas naturale e dei costi di trasporto. D’altra parte, i dati e le prospettive riguardanti il segmento militare sono in crescita, proprio per rispondere alle nuove necessità di sicurezza e questo potrà favorire lo sviluppo di lungo periodo dell’industria nostrana. Promettente risulta anche il ramo delle navi mercantili, con un ritorno del settore crocieristico ai livelli pre-pandemia atteso per il 2023. In questo scenario complesso, la cantieristica nazionale italiana è riuscita comunque a mantenere basso il numero di ordini cancellati, riuscendo ad assicurare continuità produttiva ai cantieri e alla filiera produttiva.

Il ruolo di Assonave

Nonostante un contesto instabile, Assonave ha continuato a implementare la sua mission, che mira a massimizzare la capacità competitiva del settore navalmeccanico e delle industrie collegate. Con l’idea di contribuire così alla nascita di iniziative, complementari al Pnrr, volte a stimolare la domanda nel breve termine. In tal senso si ricorda il decreto navi green, lo sviluppo di sistemi di propulsione marittima a basso impatto ambientale, di carburanti alternativi o sistemi di propulsione ibridi, le infrastrutture marittime green e digitali, e il cold ironing per i porti. Inoltre, grazie all’iniziativa europea dedicata al comparto, la Co- programmed partnership on zero-emission waterborne transport, Assonave ha potuto accedere a contributi a fondo perduto per un valore di circa 5 milioni di euro.

Revisione strategica necessaria

Il nuovo presidente Graziano, dopo aver confermato la mission dell’Associazione, ha iniziato a tracciare la sua revisione strategica. L’obiettivo è di stimolare la creazione di una nuova politica industriale di settore che sia in grado di rafforzare sul piano competitivo i cantieri della filiera nazionale all’interno di una visione di un’Unione europea solida e autonoma, che sia capace di competere nei segmenti di mercato più strategici. Per sopperire a una mancanza, individuata anche dal presidente uscente a margine dell’Assemblea. “Lascio un’associazione in salute, che ha saputo raggiungere molti degli obiettivi che ci eravamo prefissati, ma non ancora quello prodromico a garantire la prosperità del nostro settore negli anni a venire, e cioè quello della creazione di un mercato leale. È finora mancata nella Commissione Europea, anche per responsabilità del settore navalmeccanico continentale, la volontà politica di correre i rischi connessi alla soluzione del nostro problema di settore”, ha spiegato l’ambasciatore Petrone, facendo i suoi migliori auguri al nuovo presidente.

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