La destra, con i Democratici svedesi, avrà 176 seggi su 349, mentre la sinistra 173. Il leader Akesson ha assicurato che il suo partito sarà “una forza costruttiva e trainante nel lavoro”. È il momento di mettere la Svezia al primo posto, sostiene riportando alla mente lo slogan di Trump. Ma c’è chi pensa che non sarà incluso nella formazione del governo…

Chiusi i giochi in Svezia. Magdalena Andersson, primo ministro svedese ed esponente del centrosinistra, ha ammesso la sconfitta nelle elezioni politiche dello scorso weekend, in seguito alla comunicazione dei risultati finali del voto.

“I quattro partiti di destra sembrano aver ottenuto poco meno del 50% dei voti alle elezioni e al Riksdag (Parlamento svedese) hanno ottenuto uno o due mandati – ha dichiarato Andersson -. Una maggioranza esigua, ma è una maggioranza. Chiederò quindi la mia destituzione da primo ministro e la responsabilità del proseguimento del processo passerà ora al presidente del Parlamento e al Riksdag”.

Il partito di estrema destra Democratici svedesi di Jimmie Akesson ha ottenuto un risultato storico. La coalizione di destra, formata da quattro Paesi tra cui Democratici svedesi, seconda forza politica della Svezia, sembra aver ottenuto la maggioranza in Parlamento, anche se per poco.

Con circa il 21% delle preferenze, davanti al partito conservatore di Ulf Kristersson, fermo al 19%, i Democratici svedesi sembrano essere i veri vincitori delle elezioni. La destra avrà 176 seggi su 349, mentre la sinistra 173.

Akesson, volto del partito da 17 anni, ha aumentato la sua popolarità durante una peculiare campagna elettorale. Negli ultimi anni, il partito ha guadagnato consenso perché ha deciso di espellere gli estremisti, e si è concentrato nel mantenere una posizione rigida (apprezzata dagli elettori) nei confronti dell’immigrazione e la criminalità.

Nella sua prima dichiarazione, Akesson ha assicurato che il suo partito sarà “una forza costruttiva e trainante nel lavoro” per la ricostruzione della sicurezza in Svezia. Ha sottolineato che è il momento di mettere la Svezia al primo posto, ricordando lo slogan elettorale di Donald Trump negli Stati Uniti.

Grande protagonista del dibattito sui social, Akesson ha anche sfruttato il dibattito sulla crisi dei prezzi e il potere d’acquisto, con l’aumento dell’indice dell’inflazione all’8% e dei prezzi dell’energia elettrica. È riuscito a conquistare l’elettorato maschile e rurale, conservatore ma anche socialdemocratico.

Mats Engstrom, analista dell’Ecfr ed ex consigliere del governo svedese, “è chiaro che i veri vincitori di queste elezioni, anche se non entreranno al governo, sono i Democratici svedesi”. In un’intervista a La Stampa ha spiegato che “il loro exploit è stato uno choc già nel 2018 ma allora nessuno volle aver a che fare con loro, si era creato un cordone di protezione retto da tutti i partiti. Ora i Moderati hanno aperto le porte ai Democratici svedesi per la frustrazione di essere da troppi anni lontano dal potere, ma anche per le pressioni che hanno fatto le lobby, soprattutto le aziende che operano nell’istruzione privata e nella sanità, quelle che hanno fatto soldi con le privatizzazioni, per intenderci”.

“Il leader dei Moderati Ulf Kristersson ha bisogno che i liberali e gli altri partiti della coalizione lo sostengano come primo ministro e lo hanno già detto che non accetteranno i Democratici svedesi al governo – ha aggiunto -. Sarà anche più facile per Kristersson guidare, ad esempio, la Presidenza dell’Ue senza i Democratici”. Ma tenere Akesson fuori dal governo comporterà un prezzo alto, soprattutto per i migranti: “I Democratici svedesi chiederanno leggi più severe e negozieranno altre soluzioni istituzionali come un ufficio di coordinamento in Parlamento e l’inserimento di esperti politici in diversi ministeri come osservatori”.

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