Pubblichiamo l’intervento di Shawn Crowley, Incaricato d’Affari ad interim presso l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, all’evento “Beyond Fake News: The Power of Media Professionals in the Fight Against Disinformation” organizzato il 7 settembre scorso dalle ambasciate di Canada, Regno Unito e Stati Uniti, in collaborazione con Luiss Data Lab

Good afternoon. Buon pomeriggio.

(…) Le sfide della disinformazione non sono nuove. La disinformazione non è un’esclusiva di Internet. Non si diffonde solo attraverso i social media. La disinformazione è sempre stata, e rimane tuttora, una sfida alla democrazia stessa. Con le elezioni che si terranno nei prossimi mesi sia in Italia sia negli Stati Uniti, questa discussione non poteva arrivare in un momento più appropriato.

La disinformazione è un argomento semplice e complesso allo stesso tempo. Come ha detto il Presidente Biden: “C’è la verità e ci sono le bugie… ognuno di noi ha il dovere e la responsabilità… di difendere la verità e di sconfiggere le bugie”.

Come ha detto il Presidente, siamo tutti responsabili di identificare e contrastare la disinformazione. Ma nessuno di noi può farlo da solo. Abbiamo bisogno del supporto dei professionisti dei media, come voi, per sviluppare le migliori pratiche e strumenti efficaci. Abbiamo bisogno dell’assistenza dei governi per stabilire politiche che proteggano le nostre società dalle interferenze maligne. Accogliamo con favore l’impegno attivo del Copasir del Parlamento italiano e del Ministero degli Esteri italiano nell’affrontare pubblicamente i pericoli della disinformazione.

Un passo per contrastare la minaccia è identificare le fonti della disinformazione. Recentemente, il mio Paese ha assistito a un aumento dell’uso di questo strumento malevolo da parte della Russia. Il Cremlino, per citare solo un esempio, ha un’attiva campagna di disinformazione incentrata sulla guerra in Ucraina. Ha l’obiettivo di minare l’unità europea e transatlantica e di instillare dubbi sul modello democratico.

Proprio ieri la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha scritto su Telegram che il piano italiano per ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche russe, un piano sviluppato dal ministero della Transizione ecologica, è “imposto a Roma da Bruxelles (che, a sua volta, agisce su ordine di Washington), ma alla fine sarà il popolo italiano a soffrirne”. Questo è evidentemente falso.

Discussioni come quella di oggi possono contribuire a contrastare questi sforzi. Possono fornire strumenti per aiutare le persone a separare i fatti dalla finzione, a prendere decisioni più informate e a rinvigorire il dibattito pubblico che rimane una parte essenziale di qualsiasi società democratica.

Il mio team presso l’Ambasciata degli Stati Uniti attende il vostro contributo e la continuazione della stretta collaborazione con la società civile, i media, il mondo accademico e i governi qui rappresentati.

 

(Traduzione di Formiche.net)

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