Pubblichiamo l’intervento di Ed Llewellyn, ambasciatore del Regno Unito in Italia, all’evento “Beyond Fake News: The Power of Media Professionals in the Fight Against Disinformation” organizzato il 7 settembre scorso dalle ambasciate di Canada, Regno Unito e Stati Uniti, in collaborazione con Luiss Data Lab

Permettetemi di fare tre osservazioni correlate. (…) Come si suol dire, una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe. Questa espressione risale a qualche tempo fa, ma parola mia quanto è vera, ahimè in questi giorni e come abbiamo visto la minaccia alle nostre società libere, alle nostre società aperte e democratiche negli ultimi anni. Penso ovviamente alla pandemia, in cui la disinformazione e le false informazioni sono state un vero e proprio pericolo per la nostra salute, non solo per la salute politica delle nostre democrazie, ma per la salute dei nostri cittadini e delle nostre cittadine. Lo abbiamo visto a livello politico negli ultimi anni. E lo abbiamo visto più recentemente dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

(…) La disinformazione è un veleno, può essere un veleno letale, ma la vaccinazione contro di essa è la verità. Sono i fatti. È la nostra capacità di arrivare alla verità e soprattutto, per i nostri cittadini, di fidarsi di ciò che viene detto loro. E di potersi fidare di ciò che viene detto loro dai loro governi, ma anche dai loro giornalisti. E anche se, giustamente in una società libera, aperta e plurale, c’è sempre una certa tensione tra il ruolo della stampa libera (…) e il ruolo degli esecutivi eletti, dei governi eletti, ma su questo punto sicuramente possiamo concordare sul fatto che abbiamo bisogno di lavorare insieme e dobbiamo lavorare insieme a tutti coloro che credono nella libertà della democrazia in società aperte e plurali per difendere i valori che rappresentano. E per difenderli quando sono minacciati.

Il che mi porta al secondo punto: che cosa possiamo fare come governi del Regno Unito? Stiamo cercando di affrontare questa minaccia, ne siamo consapevoli perché l’abbiamo subita. Nel Regno Unito abbiamo istituito la Government Information Cell, che lavora per identificare e contrastare la disinformazione della Russia e di altri soggetti rivolta al pubblico britannico e internazionale. In questo organismo riuniamo esperti di analisi, di controinformazione e di comunicazione strategica provenienti da tutto il nostro governo, dai nostri partner e dai nostri alleati. E naturalmente lavoriamo con il G7, con i nostri alleati della Nato e con i nostri alleati europei per smascherare e contrastare la disinformazione che coloro che vorrebbero e i governi che ci vorrebbero male stanno cercando di diffondere. Ma il terzo punto è che l’arma più potente in questa battaglia è la stampa libera. Non è un caso, credo, che alcuni dei meccanismi che abbiamo dovuto usare per trasmettere in passato la verità, informazioni accurate e fatti a persone che non hanno accesso a queste cose. Abbiamo dovuto ricominciare, pensando alla BBC e ad alcune trasmissioni radiofoniche a onde corte della BBC, ovviamente la tecnologia è andata avanti. Ma la necessità di difendere i nostri valori e di utilizzare i mezzi moderni per trasmettere queste informazioni a persone che, ahimè, non vi hanno accesso è incredibilmente importante. Abbiamo istituito, sempre nel Regno Unito, insieme ai nostri alleati canadesi, la Media Freedom Coalition, di cui siamo molto orgogliosi del lavoro svolto insieme a voi, giornalisti liberi di tutto il mondo. E sono orgoglioso che il governo che rappresento e il Paese che rappresento, sotto la guida del Primo Ministro che oggi (martedì 6 settembre, ndr) inizia il suo primo giorno di mandato a Downing Street, continueranno a difendere non solo la libertà e la libertà, ma [saranno] anche le guardie del corpo della libertà e della libertà, in primo luogo la stampa libera. E la mia ultima osservazione è questa.

Vorrei (…) ricordare per un momento coloro che si sono messi sulla linea del fuoco per difendere una società libera e la libera stampa. Penso ai giornalisti che lavorano oggi in Ucraina e che corrono pericoli e rischi reali, alcuni dei quali sono stati gravemente feriti e altri, purtroppo, hanno perso la vita. Abbiamo il dovere di difendere i valori in cui credevano.

 

(Traduzione di Formiche.net)

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