Il governo di Teheran ha confermato l’adesione come membro permanente dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco), un organismo di sicurezza guidato da Russia e Cina che sta diventando un nuovo “patto di Varsavia” anche sul fronte economico. Diventerà uno strumento per aggirare le sanzioni?

Nuove alleanze geopolitiche in vista. Hossein Amir-Abdollahian, ministro degli Esteri dell’Iran, ha firmato ieri un memorandum obbligatorio per aderire all’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco). Sull’account ufficiale Instagram, il rappresentante del governo di Teheran ha spiegato che “ora l’Iran è entrato in una nuova fase di varie cooperazioni economiche, commerciali, di transito ed energetiche”. E a tendergli la mano saranno la Russia e la Cina, Paesi che guidano l’organizzazione.

Già dal 2021 la Sco aveva approvato la domanda di adesione dell’Iran, mentre Teheran chiedeva aiuto per creare un meccanismo di difesa dalle sanzioni economiche internazionali dell’Occidente.

Grigory Logvinov, vicesegretario della Sco, ha spiegato alla tv statale russa che l’Iran ora sarà in grado di prendere parte alle riunioni dell’organizzazione, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo per ufficializzare la piena adesione.

La Sco è un’organizzazione formata nel 2001 come centro di discussione per la Russia, la Cina e gli ex stati sovietici dell’Asia centrale, che da quattro anni si è allargato per l’India e il Pakistan e adesso apre le porte anche all’Iran. L’obiettivo principale dell’organizzazione è svolgere un ruolo, sempre più significativo, come contrappeso all’influenza occidentale nella regione, e per questo prende sfumature anche economiche.

A margine di questa iniziativa, Ebrahim Raisi, presidente iraniano ha incontrato nell’oasi della Via della Seta a Samarcanda, in Uzbekistan, l’omologo cinese Xi Jinping (primo faccia a faccia) e il presidente russo Vladimir Putin.

Xi ha confermato che la Cina continuerà a partecipare “in modo costruttivo” ai negoziati sull’attuazione dell’accordo globale sulla questione nucleare iraniana e sosterrà l’Iran nel salvaguardare i propri diritti e interessi legittimi. Ha aggiunto che Pechino e Teheran “dovrebbero attuare attivamente il piano di cooperazione globale tra i due Paesi, svolgere attivamente la cooperazione nella costruzione congiunta della Belt and Road (la Nuova Via della Seta, ndr) e creare più risultati di cooperazione”.

Il leader cinese ha ricordato la tradizionale amicizia che lega l’Iran e la Cina nel quadro della mutevole situazione internazionale e si è detto pronto a difendere l’alleato dalle ingerenze esterne.

Durante l’incontro con Putin, invece, Raisi ha enfatizzato la determinazione dell’Iran “a rafforzare i suoi legami con la Russia, dal campo economico a quello aerospaziale e politico. La cooperazione tra Teheran e Mosca può neutralizzare in modo significativo i limiti imposti ai nostri paesi dalle sanzioni statunitensi”.

Come ricorda l’agenzia Reuters, Putin ha informato ieri dell’invio di una delegazione di 80 grandi aziende in Iran la prossima settimana, come conferma del crescente legame con l’Iran.

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