Chi è sceso in piazza per protestare contro l’annuncio di Putin di una nuova mobilitazione in Ucraina rischia 15 anni di carcere e anche l’arruolamento militare. Più della metà sono donne (e anche bambini). E intanto è fuga (in aereo e in macchina) dalla Russia. La posizione dell’Europa

 

Non c’è più omertà in Russia sulla guerra in Ucraina. In seguito all’annuncio del presidente russo Vladimir Putin di attivare una mobilitazione parziale dei civili per combattere sul territorio ucraino, migliaia di russi sono scesi in piazza per manifestare contro il conflitto. Circa 1300 persone sono state arrestate per avere protestato, ma nonostante la repressione sui social network sono state diffuse immagini che dimostrano lo scontento della popolazione.

L’organizzazione OVD-Info sostiene che gli arresti si sono registrati in 38 città diverse della Russia, tra cui Mosca, San Pietroburgo, Ekaterinburg, Perm’, Ufa, Krasnoyarsk, Čeljabinsk e Salavat, tra le tante.

Questa sarebbe l’ondata di manifestazione più importante da quando è iniziata la guerra.  Secondo l’agenzia AFP, a Mosca sono state fermate almeno 50 persone nella principale strada dello shopping, mentre a San Pietroburgo la polizia ha bloccato un piccolo gruppo di manifestanti per poi portarlo via in un autobus. Lo slogan dei fermati era “no alla mobilitazione”.

Il monitoraggio di OVD-Info sostiene che più della metà dei manifestanti arrestati durante la giornata di ieri sono donne. È femminile il 51% di tutte le persone detenute durante la repressione delle proteste, anche se la vera scala degli arresti è difficile da verificare. Delle più di 1.300 persone arrestate, circa 33 sono minorenni e nove giornalisti.

Per punire i manifestanti arrestati, ed evitare l’effetto simulazione, il Cremlino ha inviato una convocazione ai detenuti per farli arruolare nell’esercito; questa sarebbe la pena per avere protestato contro la guerra.

“Ci sono casi isolati di detenzioni preventive grazie al sistema di riconoscimento facciale della metropolitana – spiega OVD-Info -. Abbiamo informazione di quattro dipartimenti di polizia che ai fermati hanno consegnato una convocazione per l’ufficio di registro e arruolamento militare. Nel dipartimento di polizia di Falcon Mountain, uno degli arrestati è stato minacciato con una causa penale e una pena di dieci anni per avere rifiutato la convocazione”.

Il sito Nexta Tv ha anche informato che le persone arrestate per avere manifestato in Russia contro la guerra hanno ricevuto un documento che li chiama nelle truppe. Alcuni sono stati lasciati nei dipartimenti della polizia per essere portati direttamente al commissariato militare la mattina dopo”.

La Procura di Mosca ha confermato che punirà con 15 anni di carcere l’organizzazione e partecipazione in attività illegali, tra cui protestare contro l’operazione militare speciale in Ucraina. Sarà penalizzata, amministrativamente e penalmente, anche la diffusione di inviti per partecipare a questi raduni o lo svolgimento di attività illegali sui social network, inclusi i minorenni.

L’escalation delle ultime ore ha provocato una fuga massiva dalla Russia. I biglietti degli aerei in partenza nei prossimi giorni dal territorio russo sono esauriti e i prezzi sono schizzati alle stelle (si arriva persino a 5.000 euro per un volo solo andata). Le destinazioni più richieste sono Georgia, Turchia e Armenia, giacché consentono l’ingresso senza visto ai russi.

Secondo la Cnbc, non ci sono biglietti a disposizione neanche per Belgrado, l’unica capitale europea ad avere collegamenti aerei diretti con la Russia. Ad oggi, le Ferrovie russe e la compagnia di bandiera Aeroflot non hanno ricevuto disposizioni per impedire agli uomini tra i 18 e i 65 anni di comprare i loro biglietti. Ma si teme che presto arriveranno nuove direttive dal Cremlino.

La Finlandia ha confermato che la situazione al confine non è cambiata in modo significativo. Su Twitter, l’autorità frontaliera di Helsinki ha spiegato che in rete ci sono informazioni errate: “Il traffico ai valichi di frontiera nel sud-est della Finlandia è normale. Attualmente, la coda dalla Russia è di circa 250 metri”.

Peter Stano, portavoce per gli Affari esteri della Commissione europea, ha dichiarato che le manifestazioni in Russia dimostrano “che i russi stanno votando con i piedi, in fondo, sul regime di Putin e sull’imposizione di sanzioni soprattutto in relazione alla sua guerra […] La popolazione russa sta votando sulle politiche di Putin”.

“Come Unione europea, in linea di principio, siamo solidali con i cittadini russi che hanno il coraggio di mostrare la loro opposizione a ciò che sta facendo il regime – ha aggiunto -. E proviamo anche simpatia per quelle famiglie russe che temono per i loro figli. Quindi ci sentiamo solidali con queste persone, e questo è qualcosa di cui anche i ministri dell’Unione europea stanno tenendo conto e stanno discutendo”.

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