Saranno direttamente gli Istituti tecnologici superiori a gestire la prima tranche di 500 milioni di euro prevista dal Pnrr. Obiettivo: formare i giovani per le imprese

È quel tono di voce, pacato ma entusiasta. “Sono in uno stato di massima contentezza”. Guido Torrielli è il presidente di Its Italy, un’associazione di categoria che riunisce oltre cento Istituti tecnici superiori. La riforma degli Its, che hanno assunto la nuova denominazione di Istituti tecnologici superiori, è stata una delle ultime pratiche licenziate dal governo di Mario Draghi. La revisione è stata bipartisan. Ed è stata approvata da tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Il nuovo percorso consentirà agli studenti di diventare operai specializzati in settori che richiedono una preparazione tecnica.

Ma perché Torrielli è così elettrizzato? Ieri, mercoledì 21 settembre, si è tenuta una riunione tra il ministero dell’Istruzione e le Regioni nella quale si è deciso di stanziare la prima tranche di 500 milioni di euro (su 1,5 miliardi) previsti dalla riforma nel Pnrr direttamente agli istituti, evitando lungaggini istituzionali, com’era previsto inizialmente. Per Its Italy è una vittoria. Ma non è finita: l’auspicio, ora, è di riuscire ad arrivare alla fine dell’iter di erogazione dei fondi il prima possibile.

“L’approvazione bipartisan della riforma ci ha particolarmente reso felici”, dice Torrielli a Formiche.net. “Girava voce che i 500 milioni potessero essere destinati alle scuole capofila dei nostri Its per una questione essenzialmente burocratica. La nostra associazione ha presentato una memoria nella quale abbiamo dimostrato che questo procedimento non era del tutto corretto. Così, dopo l’incontro con le Regioni, il ministero ha annunciato che i 500 milioni verranno elargiti direttamente agli istituti. Di questo siamo fieri”. Ora che i finanziamenti ci sono, a cominciare da 48 milioni di fondi ordinari per l’anno formativo, è il momento di investirli. “Auspico una velocizzazione dei tempi per far diventare il decreto operativo entro la fine della legislatura”, prosegue il presidente di Its Italy.

In campagna elettorale il tema della riforma degli Its è stato marginale. Torrielli ha una spiegazione. “Tutti i partiti, con l’approvazione bipartisan della legge, se ne sono già occupati. Diversi esponenti hanno gli Its nel cuore e ci hanno supportato, perché ritengono che siano strategici per lo sviluppo del Paese. Ora, però, è fondamentale fare rumore. Un rumore organizzato volto a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Occorre che si vada rapidamente a distribuire gli altri finanziamenti per aumentare i numeri dei corsi, tramite i quali verranno formati i giovani per soddisfare le esigenze delle imprese, sempre più legate alla transizione ecologica e digitale. I primi decreti saranno fondamentali per la definizione delle aree tecnologiche. Noi, come Its, dovremo rispondere alle esigenze delle imprese che ci forniranno gli input sulle competenze dei ragazzi di cui hanno necessità. Gli Its portano i giovani nelle imprese. È un messaggio rivolto alle famiglie e ai giovani stessi. Il nostro obiettivo è arrivare a 22mila iscritti, esattamente il doppio di quelli attuali”.

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