L’ex funzionario del Tesoro statunitense commenta le rivelazioni di Washington sui finanziamenti di Mosca: “L’amministrazione Biden sembra sperare che far luce sulle attività ‘maligne’ del Cremlino possa contribuire a sventarle”. Inoltre, è “una lezione” a certe formazioni politiche

Le sanzioni funzionano, ha spiegato Mario Draghi, presidente del Consiglio italiano, commentando in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri i dubbi di Matteo Salvini, leader della Lega. Abbiamo parlato di questo, ma anche delle rivelazioni della diplomazia statunitense sui finanziamenti russi, con Brian O’Toole, nonresident senior fellow dell’Atlantic Council, ex funzionario del dipartimento del Tesoro degli Stati esperto di sanzioni, impegnato in passato sulle misure contro la Russia e l’Iran.

Perché l’amministrazione Biden potrebbe aver deciso di divulgare alcune dettagli sui finanziamenti russi ai 20 Paesi nel mondo?

Come nel periodo precedente l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, l’amministrazione Biden sembra sperare che far luce sulle attività “maligne” del Cremlino possa contribuire a sventarle o almeno ad allertare gli altri sulla necessità di contrastarle.

Che cosa significa questo nella sfida tra modelli, tra democrazie e autocrazia?

In linea di massima penso che le democrazie siano più vulnerabili all’ingerenza di potenze straniere perché ci sono molti più punti di accesso. Detto questo, le democrazie sono anche più resistenti e non temono che la denuncia di tali ingerenze possa far crollare il sistema politico.

Come funziona il finanziamento russo alla politica?

Credo che altri possano commentare meglio i meccanismi specifici, ma in generale la Russia ha storicamente cercato punti deboli da usare per indebolire, influenzare, eccetera. E questi punti deboli variano da Paese a Paese.

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha confermato a Draghi, ha dichiarato quest’ultimo, “l’assenza di forze politiche italiane nella lista di destinatari di finanziamenti russi oggetto dei lanci giornalistici di questi giorni” e “si è riservato di verificare se ci fosse evidenzia di finanziamenti in altri documenti a disposizione delle autorità americane e si è impegnato a comunicarlo tramite canali istituzionali”. Ma che cosa significa questa mossa per i partiti europei che hanno posizioni di maggiore apertura verso la Russia, come la Lega di Matteo Salvini?

È difficile da prevedere con certezza, se devo essere onesto. Ma credo che una lezione sia che chi riceve finanziamenti dalla Russia (o da qualsiasi altra parte) dovrebbe essere consapevole del fatto che potrebbe venire fuori.

A pochi giorni dalle elezioni, il governo e la diplomazia russa stanno cercando di influenzare il dibattito pubblico in Italia. Lo fanno mettendo in discussione le sanzioni, affermando che non stanno indebolendo la Russia e facendo leva sull’aumento delle bollette energetiche. Secondo lei le sanzioni imposte dall’Occidente stanno funzionando?

È una domanda a cui rispondere è complesso, poiché “funzionano” è pericolosamente difficile da definire. Ma quello che si può dire è che le sanzioni stanno avendo un impatto massiccio sull’economia russa, e le affermazioni di Putin che sostengono il contrario (comprese quelle secondo cui fanno più male all’Occidente) sono semplicemente propaganda di base e del tutto false.

Crede che i funzionari russi stiano facendo leva sul prezzo dell’energia perché è una questione più sensibile per i cittadini?

Lo fanno da decenni. Quindi sì, la Russia cerca di usare l’energia – soprattutto il gas – come arma politica.

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