Facebook, Twitter, YouTube, Reddit e anche Wikipedia sono un altro campo di battaglia tra i due Paesi. Ma per smontare le falsità diffuse in rete dal Cremlino basta raccontare i fatti

Volodymyr Zelensky è stato evacuato in Polonia”. “L’offensiva è iniziata dal territorio bielorusso”. “Mosca non ha preso di mira infrastrutture civili”. La campagna di disinformazione russa continua, con false affermazioni diffuse in rete. Ma per smontarla basta raccontare i fatti.

Come fa l’ambasciata degli Stati Uniti in Italia tramite il suo account Twitter ufficiale. Alla prima “bugia del Cremlino”, quella della presunta evacuazione del presidente ucraino in Polonia, si ricorda che Zelensky ha girato un videomessaggio dalla War Room lunedì alle 11:02, ora locale. O che l’offensiva non è affatto iniziata dal territorio bielorusso perché nel confine la situazione è tuttora invariata.

La Russia non attacca i civili e risponde soltanto all’attacco del ponte della Crimea cercando terroristi? Il bilancio delle operazioni militari ordinate dal Cremlino, purtroppo, ha lasciato un bilancio di 14 morti e 95 feriti, tra cui molti bambini perché è stato colpito un parco giochi.

Un gruppo di hacker opera a sostegno di Mosca contro la Nato e le truppe ucraine, mentre a maggio, Kiev aveva riconosciuto la creazione di una squadra di esperti informatici per colpire le infrastrutture russe e difendersi dagli attacchi. Ed è che tra la Russia e l’Ucraina c’è un’altra guerra che si combatte sul fronte digitale. Facebook, Twitter, YouTube, Reddit e anche Wikipedia sono anche il campo di battaglia tra i due Paesi.

Secondo uno studio dell’Information warfare and Wikipedia, l’Institute for strategic dialogue (Isd) e il Centre of the analysis of social media (Casm), moltissime pagine dell’enciclopedia online sono state modificate per cambiare la narrativa della guerra in Ucraina a favore dei russi. L’esercito di redattori della Russia identificato dai ricercatori è di circa 90 persone, che sono state già bandite da Wikipedia per violazioni ai codici dell’etica.

Nella sua strategia, usando armi come la disinformazione e la manipolazione, “il Cremlino ha utilizzato distorsioni ignobili per ingannare le persone”, come ha spiegato a Formiche.net Christopher Walker, vicepresidente del National Endowment for Democracy, organizzazione non governativa finanziata dal Congresso degli Stati Uniti d’America: “Tali distorsioni includono il dipingersi come una vittima, anche se l’esercito russo attacca selvaggiamente donne e bambini in Ucraina”.

Intanto, in Russia, le autorità proseguono con l’intimidazione contro i critici. Sono stati aperti più di 100 processi penali contro persone accusate di avere screditato l’esercito dall’inizio dell’operazione militare in Ucraina. La sessione di controllo al governo nella Duma ha confermato che “per screditare le Forze armate e la mancanza di fiducia dell’informazione sulla sua gestione sono state già registrate 4500 infrazioni amministrative. Secondo il nostro materiale, sono già iniziati 100 processi penali”. Tra questi ci sono alcuni noti oppositori al governo di Putin come Ilya Yashin o Vladimir Kara-Murza. La condanna prevista dalla recente legge russa è di fino a 15 anni di carcere per la diffusione di falsa informazione.

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