Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni per il 4 novembre, ricorda la necessità che il Paese sancisca definitivamente per legge della Festa delle Forze armate da collegare alla giornata dell’Unità nazionale: “Lo dobbiamo alla nostra storia”

In occasione delle celebrazioni per il 4 novembre, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è tornato sulla questione del nome da riservare alla giornata che ricorda l’unificazione nazionale. “Come è noto il 4 novembre è definito dalla legge 260 del 1949 giorno dell’Unità Nazionale”, ha ricordato il Capo dello Stato, il quale ha però precisato come “il fatto di ricomprendere in questa giornata la festa delle Forze armate appartiene alla tradizione e a quel sentimento di omaggio alla memoria che trova grande riscontro nella coscienza delle nostre comunità”. Per questo, però, è opinione del presidente Mattarella che il governo adotti l’impegno di “assumere in legge la definizione completa del 4 novembre come Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate. Lo dobbiamo alla nostra storia”.

La festa del 4 novembre

Come ricordato da Mattarella, il 4 novembre celebra ufficialmente l’unità nazionale, ed è solo per consuetudine che si associa a questa ricorrenza la festa delle Forze armate, grazie al ruolo rivestito dai militari italiani nel lungo processo risorgimentale che portò alla nascita dell’Italia unita. “La ricorrenza del 4 novembre scandisce un momento importante e imprescindibile della nostra storia. La vittoria insieme agli Alleati contro gli Imperi Centrali, che poneva fine alla tragedia della Grande guerra” ha ricordato Mattarella nel suo discorso a Bari, in visita al sacrario dei caduti d’Oltremare”. Talvolta definita dalla storiografia quarta guerra di indipendenza, la fine della Prima guerra mondiale coincise con il termine della lotta risorgimentale per riunificare in un’unica nazione tutti i territori italiani “Un percorso lungo, sofferto, costato sacrifici, dolore, lutti. Costellato di eroismo, di speranze, di impegno per la libertà, di amore per la nostra Patria” ha detto ancora Mattarella, aggiungendo che “è con questo spirito e con questa consapevolezza che oggi celebriamo la giornata dedicata all’Unità nazionale e alle nostre Forze Armate”.

Il caso degli Alpini

Il Presidente della Repubblica era già intervenuto sul tema a maggio in occasione della promulgazione della legge che ha istituito la Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino, approvata dalla Camera nel 2019 e dal Senato ad aprile del 2022. In quella occasione, il Capo dello Stato aveva rivolto in una lettera indirizzata all’allora presidente del Consiglio, Mario Draghi, la necessità di “compiere una scelta tra un ricordo comune per le Forze Armate nella giornata in cui si rende loro onore”, vale a dire il 4 novembre, “con l’alto significato civile e morale di celebrarle congiuntamente nella stessa Giornata, ricordando, in quel giorno, il senso del dovere e il sacrificio di tutti i soldati, di ogni Forza Armata e di ogni suo corpo interno, oppure distinguerle nella memoria”.

Una giornata per le Forze armate

Al momento, infatti, ciascuna Forza armata celebra per sé le proprie ricorrenze, e all’interno di ciascuna, i diversi corpi, armi o specialità, celebrano ogni anno le proprie feste in base a circolari, disposizioni o iniziative tradizionali assunte da ciascuna di esse. “Appare opportuno – sollecitò allora Mattarella– assumere in legge la definizione completa del 4 novembre come Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, cogliendo l’occasione per un riordino complessivo delle celebrazioni che valorizzi l’unitarietà delle Forze Armate”.

Evitare una frammentazione

Il timore di Mattarella, esplicitato ancora nella lettera di maggio, è che si verifichi una moltiplicazione eccessiva delle feste dedicate ai singoli corpi a detrimento dell’interezza dell’istituzione militare. “Considerate le molteplici e ricche tradizioni delle Forze armate si avrebbe un proliferare di ricorrenze e una frammentazione della memoria e della riconoscenza dovuta alle Forze armate e ai loro caduti” registrò ancora Mattarella, e con un eccessivo aumento delle celebrazioni non “sarebbe possibile richiamare l’attenzione e celebrare degnamente plurime giornate ciascuna dedicata a un singolo Corpo”.

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