La compagnia mercenaria di Yevgeny Prigozhin è lo strumento che il Cremlino utilizza ufficiosamente per perseguire i propri scopi politici e militari. Come funziona, dove è impegnata e che ruolo svolge questa realtà temuta ed estremamente opaca

Diversi parlamentari europei hanno chiesto che il gruppo Wagner venga inserito nell’elenco delle organizzazioni che l’Unione europea riconosce come terroristiche. Ma cos’è questa organizzazione? Come opera? E dove?

Cos’è la compagnia Wagner

Ufficialmente non esiste un’entità legale connessa alla compagnia, che quindi non è pubblicamente riconosciuta come azienda di sicurezza privata, ma consiste in un network di organizzazioni che fornisce combattenti a contratto. Nonostante non esistano legami ufficiali con lo Stato russo, la Wagner è uno strumento con cui il Cremlino persegue i propri obiettivi militari e politici.

Yevgeny Prigozhin, gerarca di Vladimir Putin, ha ammesso solo recentemente di essere effettivamente a capo del Gruppo, coinvolto in una moltitudine di conflitti nell’ultimo decennio.

Per una realtà così fumosa è sostanzialmente impossibile avere dei dati numerici affidabili, ma le stime più recenti del Washington Post parlano di circa cinquemila operativi inquadrati stabilmente. Questi sono tendenzialmente reclutati tra ex personale militare e di sicurezza russo, ma non solo.

Attività

Queste forze vengono utilizzate per una vasta gamma di operazioni: addestramento di forze armate amiche, operazioni di combattimento, intelligence e sabotaggio, servizi di protezione di persone, sicurezza di siti e infrastrutture, addirittura operazioni di propaganda. Oltretutto, il limbo di semi-legalità in cui operano assicurano la loro fedeltà alla leadership del presidente Putin.

Secondo il Center for Strategic and International Studies (Csis), le compagnie militari private (Pmc) giocano un ruolo essenziale nel perseguire gli obiettivi di Mosca. Tecnicamente sarebbero illegali sotto la Costituzione russa, ma questi strumenti sono troppo allettanti per il Cremlino: non sono riconducibili ufficialmente allo Stato russo, possono operare seguendo regole di ingaggio molto lasche (per usare un eufemismo), l’opacità che li circonda rende assai difficile stimarne le reali capacità, e possono essere schierate in teatri lontani.

Non è provato che la compagnia Wagner riceva supporto e intelligence dalle forze armate regolari, ma è verosimile che sia così se ci si basa sul fatto che i due campi di addestramento in Russia si trovano di fianco alla base della 10ma Brigata Operazioni Speciali delle Forze Speciali (Gru) a Mol’kino, nella regione di Krasnodar.

Ucraina

Mosca ha sempre negato ogni coinvolgimento nelle operazioni del movimento separatista filorusso nell’est dell’Ucraina prima dell’invasione. In realtà la Wagner ha cominciato le operazioni sul territorio ucraino già nel 2014, ricoprendo un ruolo importante di ausilio alle forze speciali, impedendo ai rinforzi di Kiev di accedere alla penisola della Crimea.

Sempre nel 2014 la Compagnia si è resa protagonista di due importanti scontri nelle province separatiste. Dapprima conquistando l’aeroporto di Luhansk, e poi abbattendo un aereo ucraino con a bordo quaranta paracadutisti. In ultimo i miliziani hanno combattuto nelle operazioni che hanno allontanato le forze ucraine da Debaltseve, collegando i due territori di Donetsk e Luhansk.

Oggi continua a essere utilizzata per un’ampia gamma di operazioni, di cui le principali sono sabotaggio, protezione di siti estrattivi e intelligence da utilizzare anche per la propaganda.

Siria

Nel pieno della guerra civile siriana, la Wagner ha giocato principalmente ruoli di assistenza, ma non per questo meno importanti. Ha addestrato e fornito consulenze a una serie di entità filogovernative siriane, palestinesi e iraniane. Ha utilizzato i propri specialisti per proteggere infrastrutture critiche, oltra a raccogliere intelligence sui campi di battaglia e a operare ricognizioni di vario genere, importantissime per garantire un uso efficace dell’aviazione russa (quest’ultima è stata essenziale nel ribaltare le sorti del conflitto, che Bashar Al Assad stava perdendo).

La Siria è stata un’occasione per Mosca di studiare come utilizzare al meglio le proprie compagnie mercenarie e come esportare il modello di guerra ibrida su altri scenari.

Libia

La Wagner arriva in Libia nel 2015, addestrando il Libyan National Army di Khalifa Haftar, ma anche partecipando attivamente all’assalto di Tripoli. La milizia è stata poi dispiegata a protezione di una serie di infrastrutture energetiche a Tobruk, Bengasi, Derna e Sirte. In Libia la compagnia ha anche giocato un ruolo nel promuovere campagne mediatiche tramite finanziamenti a media che facessero eco ai messaggi di Russia Today e Sputnik.

Sudan, Mozambico, Madagascar, RDC, Repubblica Centrafricana

Nonostante i compiti specifici varino a seconda dei Paesi ospite, le missioni della Compagnia nella regione sono essenzialmente di protezione delle risorse estrattive e sicurezza del personale governativo in cambio di guadagni economici. Questo è quanto avviene in Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Sudan, Mozambico e Madagascar.

Ad esempio in Sudan, il presidente Omar al-Bashir ha barattato la propria sicurezza in cambio di una concessione mineraria d’oro, oltre a garantire a Mosca una testa di ponte sul Mar Rosso. Un modello simile è stato adottato nella Repubblica Centrafricana, dove la Wagner addestra le milizie presidenziali in cambio dell’accesso alle miniere di oro, uranio e diamanti.

Sahel

Come raccontato da Formiche.net, la Russia guarda all’area saheliana in ottica strategica, per andare a colmare i vuoti lasciati dagli occidentali. Le operazioni militari francesi, italiane, tedesche e Onu (principalmente) sono sostanzialmente fallite. I recenti colpi di stato avvenuti in Mali e in Burkina Faso hanno visto le giunte golpiste chiedere l’assistenza di Mosca. La quale non vedeva l’ora di mettere le mani su questi territori ricchissimi di risorse e di commerci di ogni tipo, più o meno leciti.

Venezuela

La compagnia Wagner è arrivata perfino nel “giardino di casa” degli Stati Uniti. In Venezuela è responsabile, almeno dal 2017, della sicurezza del presidente Nicolas Maduro e di quella delle infrastrutture del gigante energetico russo Rosneft.

Uno strumento di guerra ibrida

Mosca utilizza questo tipo di strumento militare per operare in zone a scarsa statualità, andandosi a ritagliare aree di influenza possibilmente a danno del competitor statunitense, con cui la Russia vuole continuare a misurarsi. Le operazioni descritte in questo articolo mostrano il tipo di sfida che la Federazione Russa vuole lanciare nei prossimi decenni. Nonostante la guerra in Ucraina abbia, per ora, mostrato i limiti di quella che non è più l’Unione Sovietica, la minaccia posta dalle guerre ibride non deve essere sottovalutata.

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