Gli Emirati Arabi Uniti e l’Italia hanno raggiunto un rapporto economico eccellente, Roma è il primo partner Ue di Abu Dhabi, e secondo Al Ketbi (Epc) c’è un reciproco interesse a preservare queste relazioni, che andranno anche implementate in chiave più strategica, per Abdalla (Harvard)

“L’Italia è il nostro principale partner commerciale nell’UE27 e il nostro commercio non petrolifero ha stabilito nuovi record nei primi 9 mesi del 2022”, ha dichiarato Thani bin Ahmed Al Zeyoudi, ministro di Stato per il Commercio Estero degli Emirati Arabi Uniti, dopo il recente incontra con una delegazione della Farnesina guidata dal segretario generale del ministero, Ettore Sequi.

Lo scambio ha raggiunto i 29,9 miliardi di dirham (circa 7,7 miliardi di euro) quest’anno e ha un previsionale di crescita che non si ferma al 2023. D’altronde, come ha detto al Zeyoudi discutendo delle cooperazioni future, ci sono “più di 600 aziende italiane che chiamano ‘casa’ gli Emirati”. Ma non c’è solo la sfera economico-commerciale. La partnership italo-emiratina ruota attorno a rinnovate consapevolezze e allineamenti in costruzione su dossier iper-sensibili, come quelli che riguardano la sicurezza energetica e alimentare — argomenti su cui il Mediterraneo allargato fa da scenografia geopolitica.

“Le relazioni Emirati-Italia sono storiche e in continua crescita, sostenute dalla reciproca sollecitudine e da un genuino desiderio di continuare a sviluppare orizzonti di cooperazione in tutti i settori di interesse comune beneficiando delle potenzialità di cui godono i due Paesi amici”, ha commentato Ebtesam Al Ketbi, una delle 50 donne più influenti del mondo arabo e direttrice dell’Emirates Policy Center (l’EPC di Abu Dhabi).

“La cooperazione economica tra i due Paesi include molti settori vitali che costituiscono una vera scommessa per la costruzione dell’economia del futuro — spiega a Formiche.net — ricordando gli investimenti comuni nei settori dei trasporti, dell’aviazione, della logistica, dell’agricoltura, dell’alimentazione, della sanità e dell’istruzione”. Gli Emirati stanno diventando un polo internazionale delle nuove tecnologie, all’interno del quale aziende italiane si muovono da anni.

Per Al Ketbi, le strette relazioni economiche tra Abu Dhabi e Roma e il grande potenziale per lo sviluppo di entrambe le parti, “contribuiranno alla crescita a lungo termine guidata dalla diversificazione economica sostenendo i settori non petroliferi”. Ed è qui che per Abu Dhabi — dove il presidente Mohammed bin Zayed guida la differenziazione e lo sviluppo non solo economico collegato — sta parte del valore strategico nella relazione con l’Italia.

D’altra parte, ricorda la direttrice del think tank tra i più influenti del mondo arabo, “grazie agli standard internazionali di infrastruttura e governance, oltre alla posizione geografica strategica, gli Emirati Arabi Uniti rappresentano una scelta ideale per le aziende internazionali per supportare i loro piani di espansione nei mercati del Medio Oriente”.

Secondo Abdulkhaleq Abdulla, professore di Scienze politiche al Belger Center di Harvard, è importante rafforzare questa dimensione economica nelle relazioni italo-emiratine e lavorare per implementarla con la dimensione strategica e l’intesa politica tra i due paesi nei prossimi anni, soprattutto adesso che in Italia c’è un nuovo governo.

Il docente, ex consigliere di bin Zayed e considerato uno dei più autorevoli scienziati politici al mondo, aggiunge che gli Emirati Arabi Uniti attendono con impazienza una visita ufficiale del Primo ministro italiano “per creare una nuova dinamica nelle relazioni tra i due Paesi”.

“L’Italia è sempre stata un importante partner commerciale per gli Emirati Arabi Uniti, e oggi lo è ancora di più dopo che è diventato chiaro che è il primo partner commerciale europeo, precedendo partner importanti come Germania e Francia”, spiega Abdulla in una conversazione con Formiche.net.

“C’è una volontà congiunta italo-emiratina di rafforzare e sviluppare questa partnership commerciale nei prossimi anni, con investimenti emiratini in Italia e nuovi investimenti italiani negli Emirati Arabi Uniti, che è la seconda più grande economia araba e del Golfo e tra i primi 20 centri finanziari nel mondo”.

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