Gli eroi dei nostri giorni, che tutti ricordiamo all’opera nei momenti più bui della nostra Repubblica. I Vigili del fuoco al centro del volume di Gianluca Del Moro presentato alla Camera dei deputati con Mulè, Prisco, Lega, Corradini e Setola

Sempre più integrati con il sistema che provvede a garantire la sicurezza del Paese e con un raggio di azione sempre più largo. È questa la fotografia del Corpo dei Vigili del fuoco che emerge dal libro di Gianluca Del Moro, “I Vigili del fuoco nel sistema integrato di safety e security”, pubblicato da Themis, presentato alla Camera dei deputati.

Tra i partecipanti, moderati da Flavia Giacobbe, direttore riviste Formiche Airpress, Giorgio Mulè vicepresidente della Camera, Emanuele Prisco sottosegretario agli Interni con delega per i vigili del fuoco, Laura Lega capo dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile presso il ministero dell’Interno, Isabella Corradini presidente del Centro ricerche Themis e Roberto Setola direttore Master Homeland security presso il Campus Biomedico di Roma.

I Vigili del fuoco sono gli eroi dei nostri giorni, che tutti ricordiamo all’opera nei momenti più drammatici della nostra Repubblica, dal ponte Morandi, al terremoto dell’Aquila. Pronti in ogni momento a intervenire, con professionalità e coraggio, in soccorso delle persone in pericolo.

E rappresentano la componente fondamentale del servizio nazionale della Protezione civile, con compiti davvero di ampia portata che vanno dalla ricerca e soccorso, alla difesa civile in caso di guerra e atto terroristico, alla pubblica sicurezza.

“L’unica cosa che non manca al Corpo nazionale dei VV. F. è la sostanza – ha affermato Emanuele Prisco, sottosegretario agli Interni con delega per i Vigili del fuoco – è necessario dargli anche un po’ di forma al fine di garantire una immagine corretta del Corpo che non è solo quella romantica, ma che investe un campo più largo dell’emergenza e del soccorso facendo emergere un bacino di competenze multi-disciplinare che viene messo a disposizione della società civile in generale. Senza dimenticare, oltre alla professionalità, anche l’elemento umano che è fondamentale”. È un tema che il sottosegretario conosce bene, dal momento che viene dal Corpo dei Vigili del fuoco.

Nonostante una tradizione che risale a metà Ottocento, il corpo è nato ufficialmente nel 1939 e attualmente è composto da circa 40mila membri attivi su tutto il territorio nazionale, di cui molti volontari.

“In oltre ottant’anni il Corpo dei Vigili del fuoco ha avuto una capacità non scontata, che è quella di adeguarsi ai compiti di sicurezza” ha detto Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera “l’evoluzione è stata quella di passare da una struttura centralizzata a una che ha rafforzato le autonomie sia regionali sia locali. Un’evoluzione fortemente influenzata non solo dai mutamenti del contesto nazionale ma anche dalle modifiche degli scenari internazionali”. Ed è qui, ha sottolineato Mulè, che subentra il fil rouge del libro di Gianluca Del Moro.

“Ferme restando tutte le missioni istituzionali che vengono date ai vari corpi dello Stato, quella attribuita ai Vigili del fuoco è la più importante, garantire il soccorso tecnico urgente, l’incolumità delle persone nel momento in cui sono in una fase di maggior vulnerabilità. E questo con la massima democraticità, garantendo a tutti la propria salvezza” ha ricordato Laura Lega, capo dipartimento dei Vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile presso il ministero dell’Interno.

All’interno del libro “I vigili del fuoco nel sistema integrato di safety e security” viene restituita un’immagine non stereotipata dei VV. F. bensì la professionalità che il Corpo sta maturando che, come ha dichiarato Gianluca Dal Moro, autore del volume e vice dirigente ruoli logistico gestionali Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, “è tale da poter rientrare in diversi scenari coinvolgenti la sicurezza dello Stato e gli scenari internazionali. Il Corpo è formato da settori altamente specializzati, in grado di affrontare molteplici scenari emergenziali”.

Come tutte le professioni che rientrano nell’ambito della sicurezza, negli ultimi anni si è assistito alla necessità di allargare lo spettro delle competenze, integrare le capacità, arricchirle con i dati a disposizione, con le tecnologie all’avanguardia, cooperando con le forze di polizia, con le forze armate e con l’intelligence nazionale. Ma il valore dal quale si parte è sempre la formazione dei professionisti.

Per Isabella Corradini, presidente del Centro ricerche Themis, che ha pubblicato il volume è indispensabile investire sempre più nella formazione per lo sviluppo di competenze specialistiche, aspetto chiave per affrontare le sfide globali della sicurezza. Quindi, centralità del fattore umano e integrazione di hard skill e soft skill.

Uno dei punti di forza del Corpo, negli anni, è stato quello di essersi saputo adeguare non solo alle esigenze di sicurezza locali, ma anche alle mutazioni dell’ordinamento del Paese. Rafforzando così il ruolo delle autonomie regionali, le partnership sia pubbliche sia private, sviluppando una sensibilità per quelle che oggi vengono chiamate infrastrutture critiche.

Il professore Roberto Setola – direttore del Master in Homeland security –  ha evidenziato che siamo in uno scenario definito dagli studiosi di “tempesta perfetta” dovuta alla concomitante presenza degli effetti connessi con i cambiamenti climatici, la transizione energetica e la trasformazione digitale e questo impone, come con lungimiranza stanno facendo i VV. F., di mettere in atto azioni che mirano a comprendere queste nuove classi di rischi, a partire ad esempio da quelli connessi con l’utilizzo dell’idrogeno e della mobilità elettrica, al fine di essere pronti a cogliere gli aspetti positivi di questi cambiamenti epocali ma anche a mitigarne i grandi o piccoli effetti negativi connessi con il loro utilizzo.

Per il Corpo è giunto il momento storico di irrobustire e meglio definire la posizione all’interno del sistema-Paese, senza dimenticare l’immagine iconica del pompiere sulla botte, ma adattandola alle insidiose sfide (climatiche, di sicurezza, terroristiche, NBCR, energetiche) che il nostro territorio dovrà affrontare da qui ai prossimi anni.

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