Giovedì 27 aprile alle ore 11 il live-talk di presentazione della rivista Formiche con Luciano Floridi, Gianmario Verona e Andrea Stazi. Modera l’incontro Flavia Giacobbe

L’Open science è un orientamento della ricerca che tenta di estendere il principio dell’accesso libero e senza barriere al sapere scientifico, alle metodologie, agli strumenti e ai dati della ricerca.

Oggi è importante parlarne perché negli Usa, il White House office of science and techology policy, la Nasa e altre agenzie federali hanno scelto il 2023 come anno della scienza aperta, per creare nuove opportunità di coinvolgimento della società civile, per accelerare le scoperte scientifiche e per costruire una virtuosa “società della conoscenza”.

Si tratta di un orientamento anche europeo: in effetti, dal 2015, la Commissione europea promuove la scienza aperta con il programma Horizon Europe che ha l’obiettivo di raggiungere il giusto equilibrio tra apertura e salvaguardia della proprietà intellettuale nell’ottica di impostare una “nuova normalità” della ricerca.

Qual è la strada da intraprendere? Cosa manca al sistema della ricerca per facilitare il percorso di realizzazione dell’Open science? Si tratta di un’evoluzione delicata che però, oggi più che mai, va favorita.

Sono questi i temi principali di cui parleremo nel corso del live-talk di presentazione della rivista Formiche giovedì 27 aprile alle ore 11 con Luciano Floridi professore di Filosofia ed Etica dell’informazione presso l’Università di Oxford, Gianmario Verona presidente della Fondazione Human Technopole e Andrea Stazi professore di Diritto comparato e nuove tecnologie presso l’Università Europea di Roma. Modera l’incontro Flavia Giacobbe, direttore della rivista Formiche.

 

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